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News dalla Diocesi

"Liberi di partire, liberi di restare"

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La Caritas Diocesana promuove nell’ambito delle iniziative CEI “Liberi di partire, liberi di restare” alcune azioni di integrazione dei migranti presenti sul territorio diocesano. Dopo un primo progetto che ha consentito la realizzazione di tirocini di inserimento lavorativo, in questa nuova progettualità proponiamo dei laboratori creativi per l’acquisizione di competenze trasversali.
In particolar modo nei prossimi mesi in collaborazione con Migrantes, Misericordia e Coop. S. Sebastiano, realtà che sul territorio realizzano l’accoglienza, intendiamo proporre in prima istanza un corso di lingua italiana e a seguire la proposta di tre corsi nell’ambito della pittura, sartoria e teatro. Questi tre laboratori lavoreranno in sinergia per giungere entro l’inizio dell’estate alla realizzazione di uno spettacolo sui temi dell’accoglienza e dell’immigrazione da proporre alle comunità come occasione di animazione e di riflessione.

L’iniziativa è rivolta agli immigrati presenti sul territorio diocesano (Andria, Canosa di Puglia e Minervino Murge) sia inseriti nelle strutture di accoglienza sia ormai stabilitisi nelle nostre città, dai 18 ai 40 anni. Per i partecipanti è prevista una indennità di partecipazione e il contributo per le spese.

Le adesioni vanno inviate per posta elettronica all’indirizzo oppure recapitate a mano presso la sede della Caritas diocesana in Via E. De Nicola, 15 – Andria o consegnata ai responsabili delle strutture di accoglienza entro il 15 febbraio.

Per info contattare il 329.4062753 o 328.4517674

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VI Giornata Mondiale contro la tratta

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VI Giornata Mondiale contro la tratta - Insieme contro al Tratta di persone

Sabato 8 febbraio celebrazione dell’Eucarestia alle ore 18:00 in ricordo delle vittime di Tratta, presso la chiesa Gesù Crocifisso, Andria

Domenica 9 febbraio Sciara progetti teatro presenta Malanova con Ture Magro alle ore 19:00 c/o auditorium Mater Gratiae, Andria

Sabato 8 febbraio si celebrerà la VI Giornata Mondiale contro la tratta di persone. La scelta della data non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, la schiava nera divenuta santa. Suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta, esempio di vita la cui storia è un inno alla speranza che consola.

Santa Giuseppina Bakhita, nata nel 1868, in Darfur, ha vissuto i primi anni della sua esistenza in schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, subendo atroci sofferenze. Portò per tutta la sua vita 144 cicatrici, provocate dopo stata rapita e fatta schiava all’età di appena 9 anni.

Il clima sociale e politico che in Italia e nel mondo stiamo vivendo non è dei migliori: inarrestabile la deriva culturale e valoriale a cui assistiamo inermi. È necessario arruolare le nostre coscienze al rispetto delle diversità e delle debolezze che caratterizzano l’altro.

L’altro ha un volto, è una persona in carne ed ossa che non possiamo ignorare, qualunque sia la sua situazione. È un viso che rivela la nostra umanità, tante volte sofferente e trascurata.

Celebrare la memoria delle vittime dei tanti martiri non basta se poi non si comprende appieno il messaggio e l’insegnamento che queste commemorazioni vogliono diffondere.

Ricordare significa anche adoperarsi per frenare i moderni “stermini”.

I crocifissi oggi sono le vittime di pedofilia; le donne violentate; le persone costrette alla guerra; i bambini venduti per il turismo sessuale e per il traffico di organi, sfruttati nel lavoro a basso costo; gli anziani abbandonati; i migranti annegati in mare e rispediti a morire. Il cristianesimo, come anche i valori cristiani, non è un amuleto, ma una religione che si incarna nelle ferite della storia dell'umanità. Ferite da curare, risanare e vivificare.

Ricordare dunque deve servire a incoraggiare coloro che sono impegnati ad aiutare uomini, donne e bambini schiavizzati, sfruttati, abusati come strumenti di lavoro o di piacere e spesso torturati e mutilati. Auguro che quanti hanno responsabilità di comando si adoperino per rendere più dignitosa la società civile. Ognuno di noi deve responsabilizzarsi ad essere voce di questi nostri fratelli e sorelle, umiliati e ignorati. Prendersene cura è un dovere di tutti i cristiani.

Questi gli appuntamenti:

Sabato 8 febbraio alle ore 18:00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Crocifisso, celebrazione dell’Eucarestia in ricordo delle vittime di Tratta;

Domenica 9 febbraio alle ore 19:30, presso l’auditorium Mater Gratiae: Sciara progetti teatro presenta “Malanova” con Ture Magro – spettacolo inserito nella mini rassegna teatrale “Visioni dei conflitti, dei diritti” promossa dalla comunità “Migrantesliberi” e dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria. Cosa è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Chi è Malanova? Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull'onore.

Don Geremia Acri
Resp. Migrantes

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DISABILITA', IL NUOVO LABORATORIO - "VISIBILE - coloriamo la vita: arte per l’inclusione"

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DISABILITA’, IL NUOVO LABORATORIO “VISIBILE – coloriamo la vita: arte per l’inclusione” REALIZZATO DALLA CARITAS

E’ giunto a termine il V° laboratorio artistico “Visibile” della Caritas diocesana, tenutosi presso la sede dell’Unitalsi di Andria, da settembre a dicembre 2019, coinvolgendo più di 15 partecipanti diversamente abili, finalizzato a sviluppare le capacità espressive di tutti i partecipanti coinvolgendoli in un’attività di laboratorio in cui hanno potuto vivere l’arte, sviluppare la creatività, potenziare le proprie capacità e aumentare la propria autostima.

Un’esperienza che ormai è diventata una buona prassi all’interno delle attività proposte dalla Caritas Diocesana relative all’ambito dell’inclusione dei diversabili, svoltasi anche a Minervino e Canosa. “Visibile” a partire dal Giubileo del Perdono vissuto in Diocesi, vuole essere un’opera segno per conoscere il volto di una povertà ai margini, poco visibile, e al tempo stesso vuole recuperare una nuova forma di evangelizzazione quale la “via pulchritudinis”, come ci suggerisce papa Francesco in Evangelii Gaudium.
Quest’ultimo laboratorio artistico realizzato su Andria e seguito dalla maestra d’arte Ornella Ruta è stato suddiviso in 3 fasi: nella prima i partecipanti hanno avuto modo di sperimentare la Dot Art, una tecnica di pittura tradizionale utilizzata dagli aborigeni australiani che consiste nello stendere prima uno fondo di colore uniforme e successivamente riempire gli spazi accostando tanti punti di colore e di dimensioni diverse; la seconda fase ha visto invece la creazione di dipinti aventi come soggetto diversi paesaggi realizzati usando la tecnica delle sfumature. Nell’ultima fase, infine, sono stati realizzati diversi manufatti natalizi utilizzando materiale da riciclo.

I partecipanti, supportati costantemente dai volontari, hanno dimostrato uno straordinario interesse ed un impegno costante che hanno premesso di realizzare stupendi elaborati e di liberare straordinari talenti. L’entusiasmo non è mai mancato e il clima relazionale generale è sempre stato positivo. Il laboratorio è stato un’occasione fondamentale di condivisione e di incontro, che ha permesso di accrescere il benessere psico-fisico di tutti i partecipanti.

I lavori realizzati dai partecipanti al laboratorio saranno oggetto di una mostra presso il Museo diocesano “San Riccardo” dal 11 al 16 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Una occasione in più per includere nei percorsi artistici ed espressivi chi sembra esserne escluso. Per i visitatori della mostra ci sarà uno sconto per la visita completa del Museo.

Domenica, 9 febbraio alle ore 17.00 ci sarà l’inaugurazione della mostra.

“L’arte – dichiara la prof.ssa Ruta - permette alle persone di esprimere emozioni, stati d’animo, sogni. Consente di sfogare tensioni, felicità o di rilassarsi. Ogni artista sa quanto è liberatorio imprimere immagini cariche di significato su una tela, un foglio…, chi ama la pittura trova in questa disciplina un rifugio sicuro, una fuga dal mondo, un modo per incanalare le energie e liberarle in armonia attraverso segni, colori, pennellate decise o appena visibili”. E conclude “L’arte, espressione di bellezza, include tutti. La via della bellezza consente a tutti di essere visibili”.

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La Carità non avrà mai fine

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Domenica 2 Febbraio 2020 la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria ospiterà 20 diaconi permanenti, con le rispettive famiglie, dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie accompagnati da don Vito Delcuratolo, responsabile diocesano della formazione dei diaconi, per vivere una giornata di preghiera, formazione e di conoscenza dei luoghi di esercizio della carità della nostra comunità ecclesiale.

I diaconi avranno modo di conoscere i servizi di carità che la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria presidio da anni dell’esercizio e servizio di Carità donato al prossimo, al povero, al forestiero.

I diaconi, inoltre, vivranno una esperienza di servizio nelle case famiglia e di accoglienza della Comunità “Migrantesliberi”, nata dalla esperienza della stessa Casa Accoglienza, condividendo con gli ospiti il pranzo presso le Case Famiglia e di Accoglienza della Comunità “Migrantesliberi”, presenti nella Città di Andria dove conosceranno le storie e i tanti volti dell’accoglienza. Sicuramente per i diaconi sarà un’esperienza che li porterà a diretto contatto con la carne viva dell’umanità sofferente e piagata dall’indifferenza e dall’abbandono. Un richiamo spirituale forte ai fondamentali della vocazione di diaconato così come ricorda il libro degli Atti degli Apostoli: «…mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento…, perché venivano trascurate le loro vedove nella assistenza quotidiana.. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio alle mense. Dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo quest'incarico… Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia. Li presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani». (cfr. At 6,1-6).

Questo il programma della giornata:

ore 09:00: presso la Casa di Accoglienza, in via Quarti, 11 - Andria -, conoscenza dei vari servizi e testimoniane;

ore 11:30: celebrazione dell’Eucarestia, presieduta dal vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Luigi Mansi; a seguire i diaconi si recheranno nelle case famiglia e di accoglienza per condividere il pranzo e trascorrere l’intero pomeriggio con gli ospiti.

ore 17:30: presso la Casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” condivisione dell’esperienza di servizio vissuta.

Il volto di qualsiasi persona vivente, esprime una verità unica, irripetibile e originale. Il volto di una persona è una piccola tessera, che compone il puzzle meraviglioso dell’umanità. Il volto disarma ogni tipo di distanza. Il volto è il luogo dove l’umanità si incontra per la costruzione di legami relazionali, fondando una interpretazione della realtà antropocentrica anziché indifferente, consumistica, anonima e sconosciuta.

Don Geremia Acri - Resp. Casa Accoglienza

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