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XII SETTIMANA BIBLICA

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XII SETTIMANA BIBLICA - Lo vide ed ebbe compassione | 2-3-4 Marzo 2020 / 7-8 Marzo 2020

Settimana Biblica 2020

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I "briganti" del nostro tempo: il Caporalato

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I “briganti” del nostro tempo: il caporalato.

Incontro-dibattito per guidare al discernimento della realtà - sabato 15 febbraio 2020 alle ore 19:00 presso l’Auditorium “Mons. Di Donna” in via Saliceti, Andria

Prendersi cura del prossimo significa saper riconoscere anche nella nostra società quei fenomeni che possono produrre agli uomini e alle donne sofferenza e degrado.

Il caporalato è su un fenomeno che negli ultimi anni ha riempito molte pagine di cronaca, tanto da indurre il Parlamento Italiano a varare la legge 199 del 29 ottobre 2016. La Legge contro il caporalato recante: disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo.

La comunità parrocchiale del SS. Sacramento, in collaborazione con gli Uffici della Diocesi di Andria: per la Pastorale Sociale e del Lavoro, Migrantes, Caritas e la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti”, propone una riflessione per guidare al discernimento della realtà.

Ispirandosi alla parabola del Buon Samaritano: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto...» (Lc 10,30). La strada da Gerusalemme a Gerico è assunta a simbolo della vita di ogni persona, lungo la quale si possono incontrare nuovi “briganti” che, nel nostro tempo, possono essere: un datore di lavoro che sfrutta, toglie la dignità del lavoro o perseguita per il colore della pelle; un figlio imprigionato nelle tante dipendenze; il miraggio del denaro facile e del successo ad ogni costo.

L'incontro-dibattito si terrà | Sabato 15 Febbraio alle ore 19:00 presso l’Auditorium “Mons. Di Donna” della Parrocchia SS. Sacramento via Saliceti, Andria.

La riflessione a più voci vedrà la presenza di:

- Stefano Campese, avvocato, Coordinatore regionale del Progetto Presidio della Caritas Italiana.

- Gaetano Riglietti, segretario generale della FLAI CGIL Bat,

- Dott. Yvan Sagnet, Presidente Fondatore dell'Associazione Anti Caporalato No Cap.

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Catechesi narrativa è prendersi cura - Terzo Incontro

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Catechesi narrativa è prendersi cura
Si conclude il percorso per i catechisti sulla catechesi narrativa

Lunedì 10 febbraio si terrà alle ore 19.00 presso la parrocchia “San Michele Arcangelo” di Minervino Murge il terzo incontro sulla catechesi narrativa che conclude un percorso programmato dall’ufficio catechistico diocesano a sostegno della Lettera Pastorale “Si prese cura di lui” del Vescovo Mons. Luigi Mansi.
Come i due incontri precedenti, che hanno visto la partecipazione attenta e numerosa di catechisti provenienti da tutte le parrocchie della diocesi, anche quest’ultimo incontro avrà come relatore don Jean Paul Lieggi, docente di Teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese.

Il primo incontro è stato introdotto dal Vescovo Mansi che ha sottolineato l’importanza di attuare nella catechesi come nella totalità della vita pastorale uno spostamento di prospettiva passando dalla centralità dei contenuti e delle attività pastorali a puntare l’attenzione in modo preminente sulle persone. Dopodiché il relatore ha sviluppato il tema della serata “Una catechesi narrativa per prendersi cura del Vangelo”, evidenziando in primo luogo la necessità di comprendere e recuperare la distinzione, all’interno dei Vangeli, tra ciò che è narrazione teologica e ciò che è teologia narrativa. Nella narrazione teologica c’è un fatto storicamente avvenuto che l’evangelista interpreta con gli occhi della fede accentuando aspetti che più interessano al messaggio teologico che intende trasmettere, mentre nella narrazione narrativa si trovano racconti che non hanno alcuna pretesa storica, sebbene non possa essere esclusa, perché lo scopo degli evangelisti rimane quello di annunciare la fede. Prendersi cura del Vangelo, ha concluso il relatore, significa pertanto essere fedeli alla natura e allo scopo del Vangelo stesso.

Nel secondo incontro, che ha avuto come tema: “Una catechesi narrativa per prendersi cura di se stessi”, don Lieggi ha sottolineato che la bellezza della narrazione sta soprattutto nella capacità di saper raccontare non solo e non tanto ciò che è riportato nei Vangeli quanto soprattutto ciò che essi hanno realizzato nella vita di chi racconta. Prendersi cura di sé significa saper riconoscere ciò che Gesù ha realizzato nella propria vita e raccontarlo agli altri. La narrazione è il racconto di un’esperienza che coinvolge chi la racconta con il desiderio di coinvolgere anche chi l’ascolta. L’annuncio del Vangelo è infatti mosso dall’irresistibile esigenza interiore di colui che parla di condividere la gioia di qualcosa che ha trasformato la sua esistenza rendendola più bella. In un tempo in cui la fede non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi viene spesso negata e ridicolizzata perché ritenuta inutile ai fini di una pienezza di vita, solo condividendo e narrando la propria fede, la Chiesa può vivere la missionarietà.

Don Gianni Massaro
Vicario Generale e Direttore Ufficio Catechistico – Diocesi di Andria

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VI Giornata Mondiale contro la tratta

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VI Giornata Mondiale contro la tratta - Insieme contro al Tratta di persone

Sabato 8 febbraio celebrazione dell’Eucarestia alle ore 18:00 in ricordo delle vittime di Tratta, presso la chiesa Gesù Crocifisso, Andria

Domenica 9 febbraio Sciara progetti teatro presenta Malanova con Ture Magro alle ore 19:00 c/o auditorium Mater Gratiae, Andria

Sabato 8 febbraio si celebrerà la VI Giornata Mondiale contro la tratta di persone. La scelta della data non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, la schiava nera divenuta santa. Suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta, esempio di vita la cui storia è un inno alla speranza che consola.

Santa Giuseppina Bakhita, nata nel 1868, in Darfur, ha vissuto i primi anni della sua esistenza in schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, subendo atroci sofferenze. Portò per tutta la sua vita 144 cicatrici, provocate dopo stata rapita e fatta schiava all’età di appena 9 anni.

Il clima sociale e politico che in Italia e nel mondo stiamo vivendo non è dei migliori: inarrestabile la deriva culturale e valoriale a cui assistiamo inermi. È necessario arruolare le nostre coscienze al rispetto delle diversità e delle debolezze che caratterizzano l’altro.

L’altro ha un volto, è una persona in carne ed ossa che non possiamo ignorare, qualunque sia la sua situazione. È un viso che rivela la nostra umanità, tante volte sofferente e trascurata.

Celebrare la memoria delle vittime dei tanti martiri non basta se poi non si comprende appieno il messaggio e l’insegnamento che queste commemorazioni vogliono diffondere.

Ricordare significa anche adoperarsi per frenare i moderni “stermini”.

I crocifissi oggi sono le vittime di pedofilia; le donne violentate; le persone costrette alla guerra; i bambini venduti per il turismo sessuale e per il traffico di organi, sfruttati nel lavoro a basso costo; gli anziani abbandonati; i migranti annegati in mare e rispediti a morire. Il cristianesimo, come anche i valori cristiani, non è un amuleto, ma una religione che si incarna nelle ferite della storia dell'umanità. Ferite da curare, risanare e vivificare.

Ricordare dunque deve servire a incoraggiare coloro che sono impegnati ad aiutare uomini, donne e bambini schiavizzati, sfruttati, abusati come strumenti di lavoro o di piacere e spesso torturati e mutilati. Auguro che quanti hanno responsabilità di comando si adoperino per rendere più dignitosa la società civile. Ognuno di noi deve responsabilizzarsi ad essere voce di questi nostri fratelli e sorelle, umiliati e ignorati. Prendersene cura è un dovere di tutti i cristiani.

Questi gli appuntamenti:

Sabato 8 febbraio alle ore 18:00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Crocifisso, celebrazione dell’Eucarestia in ricordo delle vittime di Tratta;

Domenica 9 febbraio alle ore 19:30, presso l’auditorium Mater Gratiae: Sciara progetti teatro presenta “Malanova” con Ture Magro – spettacolo inserito nella mini rassegna teatrale “Visioni dei conflitti, dei diritti” promossa dalla comunità “Migrantesliberi” e dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria. Cosa è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Chi è Malanova? Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull'onore.

Don Geremia Acri
Resp. Migrantes

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