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Una voce sul mondo | Il giornale "Insieme" inizia il suo 19° anno di vita

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Una voce sul mondo
Il giornale "Insieme" inizia il suo 19° anno di vita

Con l'inizio dell'anno pastorale, riprende puntualmente, ormai da 19 anni, la pubblicazione del periodico diocesano "Insieme".

Si tratta di un giornale, fortemente voluto e sostenuto dal Vescovo, chiamato ad essere voce sul mondo della chiesa locale.

Una voce che può arrivare anche laddove gli strumenti tradizionali della pastorale non arrivano più, un avamposto dell'evangelizzazione finalizzato a rendere concreta l'immagine di una "chiesa dalle porte aperte" tanto cara a Papa Francesco e che costituisce il sogno del nostro Vescovo per la porzione di Chiesa a lui affidata.
Come può infatti una chiesa locale parlare a tutti, raggiungere anche le persone che non frequentano le nostre comunità parrocchiali se non con l'ausilio anche di un periodico in grado di realizzare la nuova evangelizzazione verso i lontani con linguaggi consoni all'uomo di oggi?

Il giornale "Insieme" non si chiude però all'interno della comunità ecclesiale in quanto è giornale di un territorio di cui desidera raccontare anche la storia e la vita. E' una finestra aperta sul mondo nella consapevolezza che l'informazione fatta con lo sguardo penetrante della fede è già una forma di evangelizzazione perché diffonde una visione della vita e del mondo ispirata ai valori cristiani.
Il periodico propone, infatti, una visione del mondo alternativa a quelle imperanti, asservite alla notizia-spettacolo e alla notizia-profitto, ricercando costantemente il bene dell'uomo, privilegiando le "buone notizie" e raccontando la vita di tutti, soprattutto di coloro che non hanno voce.

Le diocesi italiane sono 225. Di esse 167 pubblicano un periodico. E' bello che tra queste ultime figura anche la nostra diocesi.

Il giornale si presenta ogni anno con una nuova veste grafica e con rubriche rinnovate.

In questo numero, già in distribuzione in tutte le parrocchie e in alcune librerie di Andria, Canosa e Minervino, ritroviamo ampi stralci della lettera pastorale "Partiamo dal Centro" scritta dal nostro Vescovo Mons. Luigi Mansi per indicare alla comunità diocesana il cammino da percorrere in questo anno.

Diverse pagine sono dedicate al ricordo di Mons. Raffaele Calabro, Vescovo di Andria per 27 anni (1989-2016) e morto improvvisamente, a causa di un arresto cardiaco, lo scorso 4 agosto.
Viene inoltre presentato il Convegno Ecclesiale Diocesano che costituisce il più importante appuntamento annuale per la chiesa locale.
Ampio spazio è riservato in questo numero anche ai temi di attualità. In particolare vengono offerte interessanti riflessioni riguardanti il dibattito sull'ampliamento della discarica in Contrada Tuffarelle, i missili della Corea del Nord che spaventano il mondo, il lavoro che costituisce il tema della prossima Settimana Sociale dei Cattolici e il diritto alla cittadinanza di un Paese da parte di chi è nato sul suo territorio (Ius soli).
Non mancano le pagine dedicate alle numerose iniziative promosse dalle parrocchie, dagli uffici pastorali e dalle aggregazioni laicali.

Già dal 2009 il periodico è sbarcato nel mondo del web raggiungendo con l'edizione on line, presente nel sito della diocesi (www.diocesiandria.org), un'ampia fascia di lettori.

Don Gianni Massaro
Capo Redattore Insieme

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CORSO DI AGGIORNAMENTO IN ECUMENISMO

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Il Corso di aggiornamento in Ecumenismo organizzato dall’Istituto di Teologia ecumenico-patristica “San Nicola” vuole rispondere all’esigenza crescente di sensibilizzazione e formazione ecumenica in un territorio sempre più chiamato alla convivenza tra popoli e in un periodo della storia che sollecita la comune testimonianza cristiana.

Non potendo non dirsi ecumenico, il cristiano del XXI secolo ha bisogno di occasioni di conoscenza e scambio reciproci, come anche di strumenti per comprendere e interpretare la diversità. Per questo motivo il Corso è rivolto a tutti i cristiani, a qualsiasi confessione appartengano, ed in particolare a tutti coloro che si occupano di ecumenismo a diverso grado e di formazione delle nuove generazioni a livello religioso (nelle comunità cristiane) e culturale (i docenti).

Esso prevede diverse unità monotematiche, a cadenza mensile, con il contributo di esperti, docenti dell’Istituto e non, e la presenza di esponenti del dialogo ecumenico italiano. La partecipazione al Corso è gratuita e consente di ottenere un attestato riconosciuto come “corso di aggiornamento” per docenti.

Attraverso le lezioni frontali e lo scambio tra i diversi partecipanti ci si augura di contribuire alla coscienza e alla competenza ecumenica dei cristiani

 

PER ISCRIZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A:
Istituto di Teologia ecumenico-patristica “San Nicola” | Piazzetta Bisanzio e Rainaldo, 15 - 70122 Bari
tel. 080-5235252 - 5222241 | | www.facoltateologica.it

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Partiamo dal Centro | Lettera Pastorale alla Santa Chiesa di Andria

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Introduzione

Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Andria, l’idea del titolo mi è venuta dalla locandina che è stata preparata dall’Uffi cio Diocesano di Pastorale Giovanile, che convocava i giovani della Diocesi per la Giornata della Gioventù a Canosa, con l’ambizioso slogan: “Ci vediamo al Centro”. L’itinerario della mia rifl essione si è così sviluppato a partire dalla parola “Centro”, scritto con la maiuscola.

Mi sono accorto che, dopo aver declinato per un anno intero in ogni modalità possibile il tema della “Chiesa dalle porte aperte”, possiamo e dobbiamo prendere tutti, come punto di non ritorno, il fatto che la nostra è e deve essere sempre più nelle convinzioni, nelle prassi e ad ogni livello, una Chiesa dalle porte aperte.

Per dare continuità al nostro cammino di Chiesa, ho voluto anche rileggere i vari materiali dello scorso Convegno diocesano, soprattutto le relazioni dei gruppi di studio, dove anche i laici hanno con serietà e responsabilità dato il proprio contributo di studio e di proposta. Vorrei qui ricordare che le sintesi, molto ben fatte, sono pubblicate sul numero di novembre 2016 del nostro periodico “Insieme”.

Ho visto anche che sono lì presenti tante suggestioni che 6 conservano ancora tutta la loro carica innovativa a livello di programmi concreti che, a questo punto, non competono più al vescovo ma a tutti gli operatori pastorali, in primis i Parroci. E vorrei dirvi a riguardo, non aspettatevi dal Vescovo “norme”, direttive, che vadano al concreto. Queste sono decisioni che competono alle realtà locali: parrocchie, zone pastorali. Gli incontri periodici di questi organismi (riunioni dei ministri ordinati, consigli pastorali…) servono a questo, a elaborare nella concretezza legata alle affinità territoriali, prassi e scelte concrete condivise che siano, ovviamente, la pratica applicazione di quanto elaborato dal Convegno, il tutto in un clima di piena comunione tra di voi e col Vescovo che certamente farà sue, conferendo la sua autorevolezza, le decisioni prese in un clima, come si diceva, di autentica comunione. Alcune decisioni penso comunque che vadano prese quanto prima, mi riferisco ad esempio ad una ri-definizione dei confini territoriali di diverse parrocchie. Ci sono evidenti sproporzioni.

A breve sarà costituita una commissione “ad hoc”. E penso pure che sarà necessario ripensare al numero delle parrocchie, alcune sono tanto piccole da non avere nemmeno una completa articolazione dell’azione pastorale in ogni suo ambito. Però, mentre riflettevo su tutto questo, mi sono accorto pure che era all’orizzonte un serio pericolo: quello di scadere in un attivismo che alla fine privilegia solo il “fare”. Molto opportunamente, parlando con qualcuno di voi è venuta fuori l’icona evangelica di Marta e Maria. Siamo tentati di dare le migliori nostre energie nel fare le “Marte”, dimenticando proprio quello che Gesù disse a Marta. Lei protestava perché la sorella Maria si era messa ai piedi di Gesù mentre lei, come dice il vangelo, era tutta presa dai molti servizi.
E Gesù: “Una sola è la cosa necessaria, Maria si è scelta la parte migliore”.

Perciò occorre porci con serietà alcune domande fondamentali: Qual è per noi la parte migliore? Qual è il Centro da cui dobbiamo partire per attraversare le porte ormai aperte? E per andare dove? E a far che cosa? Non c’è bisogno di complicati ragionamenti per dire subito che il Centro è il Signore Gesù, crocifisso e risorto, vivente nella Chiesa, nella nostra Chiesa, attraverso la sua Parola, la sua Presenza sacramentale e la sua amorevole azione caritativa.

Così questa lettera pastorale vuole essere innanzitutto una calda esortazione a tutti, carissimi fratelli e sorelle dell’amata Chiesa di Andria, a riscoprire questo Centro, il Cristo benedetto, come il primo e più grande amore della nostra vita.
E naturalmente non solo riscoprirlo, ma soprattutto a porci domande forti su com’è la nostra relazione con Lui, se e quanto tempo noi trascorriamo con Lui, se amiamo stare con lui a lungo ad ascoltarlo, a godere della sua beatificante presenza, se e quanto Lui è presente nell’abitare il nostro tempo, le nostre giornate, le nostre scelte di vita e le stesse nostre programmazioni pastorali.

C’è un passaggio breve ma intenso del Vangelo di Marco dove si dice, parlando della chiamata dei Dodici, che Gesù «Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli - perché stessero con lui e per mandarli a predicare, con il potere di scacciare i demoni » (Mc 3,14-15). Prima dell’andare come inviati del Signore, prima del fare, c’è dunque lo stare con Lui. È questo stare con Lui che motiva, sostiene e sostanzia l’andare. È vero, in questo brano l’evangelista Marco parla espressamente dei Dodici, ma nessuno ci vieta di estendere le riflessioni possibili che ne derivano a tutto il corpo ecclesiale, o quanto meno a tutti coloro che, a vario titolo, in collaborazione con i Pastori: Diaconi, Presbiteri e Vescovo, operano pastoralmente nella Chiesa e a nome di essa: Catechisti, Membri di Associazioni e Gruppi ecclesiali, Movimenti...

I momenti della riflessione che intendo offrirvi sono i seguenti:

1. La relazione personale con il Signore: l’ascolto della Parola, la preghiera nelle sue varie forme e dimensioni.
2. La relazione comunitaria con il Risorto: la Liturgia cuore pulsante della vita e della missione della Chiesa.
3. La relazione dei discepoli con gli uomini: un mondo da amare e da servire con lo stile di Gesù, senza dimenticare che siamo legati alla direzione di marcia che ci dà il Papa:

La Famiglia e i Giovani.

3.1: La famiglia
3.2: I giovani

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Mercoledì 6 settembre, ore 20:00, Snta Messa nel trigesimo della morte del Vescovo emerito Mons. Raffaele Calabro

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“È giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo.
In verità, in verità vi dico:
se il chicco di grano caduto in terra non muore,
rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
(Gv 12, 20 ss.)

Si terrà, mercoledì 6 settembre, p.v., nella Chiesa Cattedrale di Andria, alle ore 20:00, la celebrazione Eucaristica in suffragio del Vescovo emerito di Andria, Mons. Raffaele Calabro, deceduto lo scorso 4 agosto 2017.

Seguendo un’antica consuetudine, la comunità ecclesiale, dell’intera Diocesi di Andria, si raccoglierà in preghiera, per ricordarlo e pregare per lui. La celebrazione Eucaristica sarà presieduta dal Vescovo diocesano S.E.R. Mons. Luigi Mansi

S.E.R. Mons. Raffaele Calabro è stato Vescovo della diocesi di Andria per 27 anni dal 29 gennaio 1989, giorno dell’inizio del suo ministero episcopale fino al 03/04/2017, giorno in cui inizia il ministero episcopale nella Diocesi di Andria S.E.R. Mons. Luigi Mansi.

Mons. Calabro nato a Minervino di Lecce il 10/07/1940; ordinato sacerdote il 15/03/1964; eletto Vescovo di Andria il 19/11/1988; consacrato vescovo il 06/01/1989.

Così ricordò, Mons. Calabro, l’Arcivescovo Cacucci il giorno delle esequie: “…Un pastore è chiamato ad esercitare il suo magistero sempre e continua ad accompagnare oltre la morte. L’esercizio del suo ministero episcopale ha espresso in modo efficace quello che Gesù richiama nella parabola del chicco di grano”. (Gv 12, 20-33)

Mons. Luigi Mansi ha ricordato, nel giorno delle esequie i gesti di carità del Vescovo scomparso: “…Il dato che più caratterizza la sua figura è la sua ricca cultura che gli permetteva di leggere i tempi con notevole profondità e lucidità. È bello ricordare le 42 ordinazioni presbiterali da lui presiedute negli oltre 27 anni di ministero episcopale e le sei parrocchie che ha istituito con la relativa costruzione di chiese, che oggi sono veri gioielli di cui la Chiesa diocesana è davvero orgogliosa…il suo grande impegno nel sostenere le iniziative volute dalla Caritas per realizzare gesti concreti di carità nel recente Anno giubilare della Misericordia e ancor prima costituire la Casa Accoglienza “Santa Maria Goretti”, per offrire accoglienza a tante situazioni di indigenza e di solitudine…la casa-famiglia “Madonna di Gadualape” per dare famiglia vera a chi non ha…”

“O Cristo, Buon Pastore. Il dono dell’episcopato è certamente il dono più grande che mi hai elargito, ma non l’unico. Tu mi hai mostrato l’immensità del Tuo amore, e quello inesauribile del Padre Celeste, perchè lo narrassi e lo facessi conoscere agli altri. Mi hai fatto comprendere che l’amore ricevuto deve diventare, di giorno in giorno, amore donato al Tuo popolo santo ed a tutti coloro, che Tu non ti stanchi di cercare e di rincorrere. Che il mio amore sia ad imitazione del Tuo, amore misericordioso, che sa attendere e non chiede nessuna retribuzione se non Te, come unica e somma ricompensa”. ( + Raffaele Calabro)

Don Geremia Acri

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