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Giovedì, 07 Marzo 2019 00:00

Al via La Settimana Biblica Diocesana

E’ tutto pronto per la Settimana Biblica Diocesana, giunta alla sua undicesima edizione, che si terrà in Andria dal 10 al 17 marzo presso la parrocchia San Paolo Apostolo e l’Oratorio S. Annibale Maria di Francia e che costituisce uno degli appuntamenti maggiormente sentiti e partecipati dalla comunità diocesana.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Catechistico Diocesano, è dedicata al tema dei giovani nella Bibbia con l’intento, considerato l’invito del Vescovo Mons. Luigi Mansi a concentrare in questo anno l’impegno pastorale sugli ambiti dei giovani e delle famiglie, di sottolineare il rapporto tra le figure giovanili e le figure adulte. Nel mondo biblico il giovane è incompiuto e deve pertanto essere aiutato a crescere; parte di questo compito spetta alle figure educative, parte a Dio stesso che fornisce al giovane la sapienza e l’esperienza che egli non ha.
La Bibbia ci apparirà come un libro giovane che parla di giovani e soprattutto che parla agli adulti indicando loro spunti di riflessione per il difficile compito di stare oggi da adulti di fronte ai giovani che popolano le nostre città; giovani che sono sempre segni di speranza e promesse di una nuova società futura.

Nella prima serata, che si terrà presso la parrocchia San Paolo Apostolo di Andria e che avrà inizio alle ore 19.00 con l’intervento di apertura della Settimana Biblica di S. E. Mons. Luigi Mansi, interverrà Padre Giulio Michelini sul tema: “ Sono solo un ragazzo: profezia e gioventù”.
Il relatore presenterà alcune figure di giovani dell’Antico e del Nuovo Testamento e in particolare quella di Davide, scelto da Dio come re d’Israele proprio per il suo essere “solo un ragazzo”.
Alla luce della storia di Davide potremo così chiederci quali profezie e quali squarci di futuro ci offrano oggi i nostri giovani che spesso noi adulti consideriamo “solo ragazzi”, con la fatica, come emerso nel recente Sinodo dei giovani, di scommettere su di loro.

Sempre nella prima serata sarà consegnata ai presenti la cartellina con il materiale utile per un approfondimento, a livello personale e comunitario, dei temi che verranno affrontati durante l’intera Settimana Biblica.

Padre Giulio Michelini, frate minore, è ordinario di Nuovo Testamento e Preside dell’Istituto Teologico di Assisi. Ha pubblicato diversi lavori scientifici e di divulgazione.
Nel 2017 ha predicato gli Esercizi Spirituali a Papa Francesco e alla Curia Romana da cui il volume “Stare con Gesù, stare con Pietro” (Porziuncola 2017).
Dal 2018 commenta i vangeli della domenica per TV 2000, nella trasmissione “Sulla strada”.

Ecco il programma completo dell’XI Settimana Biblica Diocesana:
DOMENICA 10 MARZO
Ore 19.00: Parrocchia San Paolo Apostolo
“Sono solo un ragazzo: Profezia e gioventù”
Padre Giulio Michelini, docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico di Assisi
LUNEDI’ 11 MARZO
Ore 19.00: Parrocchia San Paolo Apostolo
“Il discepolo che egli amava: la gioventù come compito e come promessa”
Rosanna Virgili, docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico Marchigiano
MARTEDI’ 12 MARZO
Ore 19.00: Parrocchia San Paolo Apostolo
“Giuseppe: signore dei sogni”
Suor Grazia Papola, docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica di Milano
SABATO 16 e DOMENICA 17 MARZO
Ore 20.00: Oratorio S. Annibale Maria di Francia
“Parabole di un clown (…e Dio nei cieli ride)”
Spettacolo Teatrale di Bruno Nataloni e Umberto Zanoletti

Don Gianni Massaro
Direttore Ufficio Catechistico – Diocesi di Andria

Giovedì, 07 Marzo 2019 00:00

Al via La Settimana Biblica Diocesana

E’ tutto pronto per la Settimana Biblica Diocesana, giunta alla sua undicesima edizione, che si terrà in Andria dal 10 al 17 marzo presso la parrocchia San Paolo Apostolo e l’Oratorio S. Annibale Maria di Francia e che costituisce uno degli appuntamenti maggiormente sentiti e partecipati dalla comunità diocesana.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Catechistico Diocesano, è dedicata al tema dei giovani nella Bibbia con l’intento, considerato l’invito del Vescovo Mons. Luigi Mansi a concentrare in questo anno l’impegno pastorale sugli ambiti dei giovani e delle famiglie, di sottolineare il rapporto tra le figure giovanili e le figure adulte. Nel mondo biblico il giovane è incompiuto e deve pertanto essere aiutato a crescere; parte di questo compito spetta alle figure educative, parte a Dio stesso che fornisce al giovane la sapienza e l’esperienza che egli non ha.
La Bibbia ci apparirà come un libro giovane che parla di giovani e soprattutto che parla agli adulti indicando loro spunti di riflessione per il difficile compito di stare oggi da adulti di fronte ai giovani che popolano le nostre città; giovani che sono sempre segni di speranza e promesse di una nuova società futura.

Nella prima serata, che si terrà presso la parrocchia San Paolo Apostolo di Andria e che avrà inizio alle ore 19.00 con l’intervento di apertura della Settimana Biblica di S. E. Mons. Luigi Mansi, interverrà Padre Giulio Michelini sul tema: “ Sono solo un ragazzo: profezia e gioventù”.
Il relatore presenterà alcune figure di giovani dell’Antico e del Nuovo Testamento e in particolare quella di Davide, scelto da Dio come re d’Israele proprio per il suo essere “solo un ragazzo”.
Alla luce della storia di Davide potremo così chiederci quali profezie e quali squarci di futuro ci offrano oggi i nostri giovani che spesso noi adulti consideriamo “solo ragazzi”, con la fatica, come emerso nel recente Sinodo dei giovani, di scommettere su di loro.

Sempre nella prima serata sarà consegnata ai presenti la cartellina con il materiale utile per un approfondimento, a livello personale e comunitario, dei temi che verranno affrontati durante l’intera Settimana Biblica.

Padre Giulio Michelini, frate minore, è ordinario di Nuovo Testamento e Preside dell’Istituto Teologico di Assisi. Ha pubblicato diversi lavori scientifici e di divulgazione.
Nel 2017 ha predicato gli Esercizi Spirituali a Papa Francesco e alla Curia Romana da cui il volume “Stare con Gesù, stare con Pietro” (Porziuncola 2017).
Dal 2018 commenta i vangeli della domenica per TV 2000, nella trasmissione “Sulla strada”.

Ecco il programma completo dell’XI Settimana Biblica Diocesana:
DOMENICA 10 MARZO
Ore 19.00: Parrocchia San Paolo Apostolo
“Sono solo un ragazzo: Profezia e gioventù”
Padre Giulio Michelini, docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico di Assisi
LUNEDI’ 11 MARZO
Ore 19.00: Parrocchia San Paolo Apostolo
“Il discepolo che egli amava: la gioventù come compito e come promessa”
Rosanna Virgili, docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico Marchigiano
MARTEDI’ 12 MARZO
Ore 19.00: Parrocchia San Paolo Apostolo
“Giuseppe: signore dei sogni”
Suor Grazia Papola, docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica di Milano
SABATO 16 e DOMENICA 17 MARZO
Ore 20.00: Oratorio S. Annibale Maria di Francia
“Parabole di un clown (…e Dio nei cieli ride)”
Spettacolo Teatrale di Bruno Nataloni e Umberto Zanoletti

Don Gianni Massaro
Direttore Ufficio Catechistico – Diocesi di Andria

Martedì, 05 Marzo 2019 00:00

Pubblicato Insieme Marzo 2019

PUBBLICATO INSIEME DI MARZO 2019

Martedì, 05 Marzo 2019 00:00

Messaggio Quaresima 2019

Quaresima, tempo di conversione

Siamo giunti anche quest’anno alla Quaresima, tempo che inizia il mercoledì delle Ceneri e che ci porterà alla santa Pasqua. Chiediamoci subito: quali sono gli atteggiamenti interiori con i quali il Signore ci chiede di vivere questa santa Quaresima, nel desiderio e con tutti i relativi propositi per far sì che sia fruttuosa per la nostra vita di fede e, per conseguenza per la nostra vita di Chiesa? Io direi che gli atteggiamenti più giusti ce li indica proprio la parola di Dio che ascoltiamo nel giorno delle Ceneri e che poi ci accompagnerà giorno per giorno, soprattutto le domeniche.

La spiritualità cristiana, come ben sappiamo, ci presenta la Quaresima come un tempo nel quale c’è da mettere in campo una seria revisione della nostra vita, chiedendoci se è fedele al Vangelo, se lo incarna in maniera vera e credibile.

Mi soffermo in modo particolare sul brano evangelico, che si legge, appunto, nel giorno delle Ceneri, tratto dal Discorso della Montagna, lasciatoci dall’Evangelista Matteo. Lì Gesù ci porta con parole chiare e forti, senza metafore e senza giri di parole, al cuore della nostra vita di fede, e ci invita a porci in maniera coraggiosa una domanda fondamentale che potremmo così indicare: “Com’è la mia vita cristiana? È vera o è falsa? È solo apparenza, o parte e raggiunge in maniera piena il mio cuore?”. E ancora: “È solida e consistente oppure superficiale, solo esteriore e approssimativa?”.

Non sono domande da poco e soprattutto non possiamo dare ad esse risposte scontate. Dobbiamo, invece, tutti, fare – direi ogni giorno, continuamente - un serio esame di coscienza.

Tornando al brano evangelico del giorno delle Ceneri prendiamo molto sul serio l’invito di Gesù innanzitutto a domandarci se noi compiamo le opere della fede “davanti agli uomini”, cioè per apparire, far bella figura, ricevere approvazione e consensi, oppure perché ci crediamo veramente. Le parole di Gesù sono inequivocabili: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli”.

E, come per tracciare un itinerario concreto di questa revisione di vita Gesù indica tre situazioni emblematiche, che riassumono in qualche modo tutta la vita ed anche, per noi preti, tutto il nostro ministero:

1. Primo ambito: la Carità. “Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente”. Gesù non va per il sottile, le parole sono dure e fanno pensare. Quel “suonare la tromba davanti a te” ci dice che certamente si fa molta carità nella nostra vita, e nella nostra Chiesa, ma forse e senza forse, suoniamo spesso troppe trombe su quello che facciamo. Gesù dice, invece: “non sappia la tua destra quello che fa la tua sinistra”, non dobbiamo mai cessare, sia in quanto cristiani che poi in quanto ministri ordinati, di imparare a fare il bene per la sola gioia di fare il bene, e non perché qualcuno ci deve notare e ci deve dire “bravo” o “grazie!”, o peggio ancora ci deve “promuovere”.

2. Secondo ambito: la Preghiera. “Quando pregate, dice Gesù, non siate simili agli ipocriti che nelle sinagoghe o negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti per essere visti dalla gente…”. Domandiamoci: Quanta parte dei nostri riti si fanno quasi solo perché “bisogna rispettare le tradizioni” e non perché cogliamo veramente e fino in fondo i significati più veri e profondi dei gesti e delle tradizioni stesse per la vita concreta di ciascuno di noi? Avvicinandosi la Pasqua, si mette in moto tutta una ritualità che, ad esempio fa riferimento alla Passione di Gesù: Via Crucis, processioni, passioni viventi e cose simili. Ma tutto questo lo facciamo perché desideriamo di ricavare noi, insieme con i nostri fedeli un vero frutto spirituale o perché poi ci dobbiamo dire con una buona dose di autocompiacimento: “Quanto è stato bello”? E in queste circostanze, domandiamoci, si respira un vero clima di preghiera o molto più semplicemente quello di una sacra rappresentazione? C’è da dirci, perciò, che in Quaresima dobbiamo tutti fare una seria verifica della vita di preghiera, innanzitutto a livello personale ( La Liturgia delle ore, il Rosario, l’Adorazione eucaristica, la Meditazione sulla Parola…), ma poi anche comunitario ed ecclesiale nel suo insieme.

3. Terzo ambito: il digiuno. Si dice che in Quaresima dobbiamo fare qualche gesto penitenziale che ci ricordi il valore della rinuncia e che dobbiamo anche in questo prendere esempio da Gesù. Giusto! Anche qui, però, occorre ricordare sempre che lo scopo non è quello di allinearsi ad una tradizione, sbandierando a destra e a manca che stiamo facendo gesti di digiuno, privandoci di qualcosa che ci piace, ma essere veramente convinti del valore educativo della rinuncia. Ma non solo nel cibo, anche in ogni altro ambito. Il digiuno, la privazione ci aiuta a ricordarci meglio che cosa è veramente necessario e che cosa è assolutamente un di più che perciò non deve mai diventare tanto importante da farci perdere di vista le cose essenziali. Parlare di digiuno vuol dire provare a far verifica ed eventualmente riscrivere, ciascuno per sé e poi anche come comunità, l’elenco ordinato delle cose importanti, mettendo ai primi posti ciò che veramente merita i primi posti, e poi, via via, tutto il resto. E se c’è da correggere qualcosa, anche con scelte eventualmente coraggiose e dolorose, questo è il tempo per farlo e per farlo bene, “nel segreto”, come dice Gesù; in profondità, ci permettiamo di aggiungere noi.

Buon cammino a tutti, e fin da ora: Buona PASQUA!

Vostro

+ Don Luigi Mansi

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