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13 Dicembre Festa Liturgica di Santa Lucia

La memoria di Santa Lucia, si celebra durante il periodo di Avvento e l’Avvento racconta un duplice movimento convergente: da una parte c’è il bisogno e il desiderio dell’uomo, che si fa invocazione e attesa, anelito e ricerca; dall'altra c’è il continuo farsi vicino di Dio, fino a raggiungere quel bisogno e colmare quel desiderio.

Prossimità, essenzialità e disponibilità sono gli atteggiamenti che ritmano l’attesa, perché l’oggi, il presente di ogni uomo e donna, di ogni luogo e cultura, e il futuro dell’umanità restino gravidi di speranza tra le innumerevoli contraddizioni della storia.

Umanità e universalità sono i valori che segnano il compimento, perché la ritrovata relazione con l’altro, riconosciuto fratello e sorella, ci aiuti a ‘scendere dagli scanni, dai piedistalli, dalle cattedre…’ e andare incontro a ogni uomo: superare la cultura dell’eliminazione, dell’esclusione, del residuo e del momentaneo e offrire loro il pane della vita, della considerazione, della condivisione e del rispetto della dignità dovuta ad ogni persona.

Così come sottolinea il Vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi, nella lettera Pastorale: Date loro voi stessi da mangiare: «…Nelle situazioni problematiche di bisogni e necessità di fratelli più sfortunati di noi che incontriamo, quando ci giungono richieste di aiuto e di condivisione, a che cosa siamo subito più sensibili?».

Mercoledì 12 Dicembre

Dalle ore 18.00 la chiesa è aperta per la preghiera personale

Giovedì 13 Dicembre

FESTA LITURGICA di S. LUCIA

Sante Messe ore: 06:00; 10:00; 12:00; 17:00; 19:00; 21:00

Ore 08.00: S. Messa presieduta dal Vescovo di Andria - Mons. Luigi Mansi

Ore 18:00: Processione

Venerdì 14 Dicembre

Giornata di Ringraziamento

Ore 19:00: S. Messa

Si ricorda che nessuno è ed è stato autorizzato a raccogliere offerte.

Il Rettore Don Geremia Acri

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Fare integrazione ad Andria il primo corso d’Italiano L2 per donne migranti

Fare integrazione ad Andria il primo corso d’Italiano L2 per donne migranti

Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 21 novembre, scorso, la prima lezione del corso d’italiano L2 pensato per donne, comunitarie ed extra comunitarie. Un nuovo servizio voluto dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria in collaborazione con l’Associazione di Volontariato Salah operante nel territorio della BAT che ha come finalità servizi di prossimità e cura rivolti alle persone, attività di promozione e sensibilizzazione dei diritti umani, sociali e civili.

"Le tipologie d’immigrati che vivono nelle nostre Città sono diverse e variegate, - ha spiegato don Geremia Acri, direttore dell’Ufficio diocesano - noi proviamo a prestare attenzione alle esigenze di ognuna di esse. Grazie alla sensibilità dei nostri volontari e dei nostri operatori, abbiamo notato come fosse frequente il caso di donne straniere, per lo più arabe, che pur stando in Italia ormai da diversi anni, a stento parlano italiano e sono scarsamente integrate. Per questo è nata l’idea di un corso di lingua per sole donne, per offrire un momento di apprendimento, socializzazione e integrazione, aggirando le barriere culturali”.

Gli studi specialistici spiegano come le donne nordafricane e mediorientali, nel contesto delle donne immigrate, siano le più isolate, le più legate alle tradizioni e alle reti familiari, nonché le più dipendenti dai mariti per tutti i problemi extra-casalinghi.

Il corso si svolge presso la sede dell’Ufficio Migrantes, in Via Quarti 7 Andria - il mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 12:00, tenuto da un’insegnante donna – prova ad agire nello specifico su tale categoria. Lo fa offrendo assieme alle lezioni di lingua, un percorso di "cittadinanza".

Non solo quindi lingua italiana ma anche approfondimenti sulla salute delle donne e dei bambini, delle scuole primarie e secondarie, delle leggi sull’immigrazione, dell’avviamento al lavoro, dei servizi offerti dalla città, per aiutare l’utenza in questione ad affrontare con più sicurezza e autonomia i problemi quotidiani di inserimento nella città. L’obiettivo è non solo l’apprendimento della lingua ma anche la possibilità di abbattere il muro delle diffidenza verso il nostro modello di vita, che è diverso dal loro e che talvolta genera chiusure e autodifese.

"La custodia per l’altro, – commenta don Geremia – significa attenzione per l’altro, e in una società come la nostra, questo atteggiamento ha perso la valenza, oggi esiste il dominio dell’altro a più livelli, solo per rafforzare una cultura esclusiva e non includente per il proprio e sfrenato egoismo. Non possiamo educare spettacolarizzando si educa, nel quotidiano con forza, decisione e abnegazione, lontani dai grandi palcoscenici, trasmettendo la Verità, la Giustizia, la Bellezza; si educa non con gli eserciti o altri mezzi, ma giorno per giorno nel silenzio e nella certezza che un giorno tutto fiorirà.

Le religioni spesso sono fonte di divisioni e scontri, noi vogliamo invece testimoniare come possano essere sorgente d’incontro" conclude don Geremia.

"Papa Francesco ha spiegato che se si parte dal presupposto della comune appartenenza alla natura umana, si possono superare i pregiudizi e le falsità e si può iniziare a comprendere l’altro secondo una prospettiva nuova. Noi ci crediamo e ci vogliamo provare".

Un corso organizzato dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria e offerto dall’Associazione di Volontariato Salah sensibile alle tematiche sociali ed educative.

Info:

Via Quarti, 7 – 76123 Andria
Tel: 0883 59 23 69 – 320 47 99 462

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Decreto dei capricci

Il decreto Sicurezza e Immigrazione, approvato dal Consiglio dei Ministri, è un pesante passo indietro del nostro Paese in tema di diritti, una pagina buia per la nostra democrazia. La stortura principale del decreto è alla base, nell'accostamento improprio di due tematiche che dovrebbero essere trattate separatamente, per non alimentare un clima di paura e istigazione alla violenza fondato sul binomio immigrazione-insicurezza.

Ridurre lo spazio dei diritti per i richiedenti asilo e i rifugiati, come avverrà a causa di diversi provvedimenti presenti nel decreto, oltre ad essere profondamente distante dai principi della nostra Costituzione, alimenta le tensioni sociali e peggiora la qualità delle relazioni nei territori.

Inoltre, appare controversa la scelta di destrutturare il sistema pubblico dello SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) in capo ai Comuni ed Enti locali, riconosciuto tra le migliori prassi a livello europeo, a favore di quello privato dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) in capo alle Prefetture.

Questa misura, continuando a preferire un approccio emergenziale ad un fenomeno ormai consolidato, favorirà l'elargizione di risorse pubbliche a privati, senza adeguati controlli sulla gestione economica e sulla qualità dei servizi offerti.

Allo stesso modo, l'eliminazione della Protezione umanitaria è una scelta grave, che spinge verso forme di esclusione sociale i migranti più vulnerabili e rischia di generare come unico effetto l'aumento della presenza di migranti irregolari sul territorio.

Non possiamo che manifestare timore, in definitiva, nei confronti di queste politiche migratorie repressive intraprese dal governo italiano, senza alcun interesse per la vita, la salute e la dignità di migliaia di uomini, donne e bambini.

Come cristiani è impossibile rimanere indifferente davanti al trionfo di una logica priva di senso evangelico.

Il cristianesimo per natura teologica, sociologica e antropologica non è scontro ma incontro. Quello dei popoli che hanno reso l’Europa la terra dei diritti. Ma ancora una volta Cristo è entrato a Gerusalemme per essere deriso, schiaffeggiato, sputato e venduto per un pugno di denari o voti. Noi cristiani siamo chiamati e pronti a vivere la passione e perché no il martirio per l’altro.

Forse per svegliare ancora una volta le coscienze assopite di governanti e governati serve il sangue dei cristiani per la salvezza dell’umanità.

Don Geremia Acri, Ufficio Migrantes Diocesi di Andria e Comunità "Migrantesliberi".

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Solo Dio risponde sete di verità di ogni uomo

Solo Dio-Parola

risponde alla sete di verità di ogni uomo

Alla ripresa delle attività pastorali, dopo la pausa estiva, il Vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi, ha ritenuto necessario far pervenire ai confratelli presbiteri, diaconi e responsabli del luoghi di culto, una lettera con indicazioni precise in chiave liturgico pastorale.

Mons. Mansi raccomanda vivamente che la centralità, nei vari momenti o incontri di preghiera, è la Parola di Dio perchè Dio si rivela all’uomo con il dono della sua Parola (cfr. Benedetto XVI, Esortazione apostolica Verbum Domini) e “che bisogna incontrare la modernità e non conservare e radicalizzare sacche di medioevo, perché così non cresceremo mai.

È chiaro che anime inquiete e fragili riunite in momenti di preghiera utilizzando molta scenografia ed eccessiva teatralità trovano piacere e appagamento. Noi, invece, dobbiamo costruire la Chiesa di persone libere e responsabili, come il Concilio Vaticano II e Papa Francesco insegnano”.

A riguardo il Vescovo di Andria, cita le parole di Papa Benedetto XVI: “La liturgia non è uno show, uno spettacolo che abbisogni di registi geniali e di attori di talento. La liturgia non vive di sorprese “simpatiche”, di trovate “accattivanti”, ma di ripetizioni solenni. Non deve esprimere l’attualità e il suo effimero ma il mistero del Sacro.

Molti hanno pensato e detto che la liturgia debba essere “fatta” da tutta la comunità, per essere davvero sua. È una visione che ha condotto a misurarne il “successo” in termini di efficacia spettacolare, di intrattenimento. In questo modo è andato però disperso il proprium liturgico che non deriva da ciò che noi facciamo, ma dal fatto che qui accade Qualcosa che noi tutti insieme non possiamo proprio fare. Nella liturgia opera una forza, un potere che nemmeno la Chiesa tutta intera può conferirsi: ciò che vi si manifesta è l’assolutamente Altro che, attraverso la comunità (che non ne è dunque padrona ma serva, mero strumento) giunge sino a noi”.

Per il cattolito, la liturgia è la Patria comune, è la fonte stessa della sua identità:anche per questo deve essere “predeterminata”, “imperturbabile”, perché attraverso il rito si manifesta la Santità di Dio”. (cfr. Joseph Ratzinger, Introduzione allo spirito della liturgia).

Il Vescovo di Andria, Mons. Mansi, invita, perciò, a “non intraprendere prassi di carattere devozionale che non hanno senso sul piano di una corretta interpretazione della Liturgia, che è momento di luce e di grazia nell’incontro, attraverso la Parola e il Sacramento, col Signore Risorto”.

Don Geremia Acri

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