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La cultura delle neurodiversità

La cultura delle neurodiversità
Si conclude il corso di formazione sulla pratica dell’inclusione di ragazzi autistici

Si terrà venerdì 13 dicembre alle ore 19.00 presso l’Opera Diocesana “Giovanni Paolo II” in via Bottego 36, l’ultimo incontro del corso di formazione sulla pratica dell’inclusione di ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico. Il corso è promosso dall’Ufficio Catechistico Diocesano il cui Direttore è don Gianni Massaro e dalla Fondazione Pugliese per le Neurodiversità il cui Presidente è l’Avv. Francesco Bruno.
Papa Francesco lo scorso 3 dicembre, in occasione della giornata mondiale delle persone con disabilità, ha ricordato che “la promozione dei diritti alla partecipazione ha un ruolo centrale per contrastare ogni discriminazione e promuovere la cultura dell’incontro e della vita di qualità. Occorre prendersi cura e – ha rimarcato il Santo Padre – accompagnare le persone con disabilità in ogni condizione di vita; fare strada insieme a loro e ungerle di dignità per una partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale”.

Il corso ha proprio la finalità di aiutare i catechisti a sviluppare un approccio empatico con chi vive la condizione dello spettro autistico e così rispondere al desiderio del nostro Vescovo Mons. Luigi Mansi di vedere una comunità diocesana che “sia sempre più inclusiva, capace di accoglienza premurosa e attenta verso tutti soprattutto verso chi vive situazioni di disagio”.
L’avv. Francesco Bruno si è detto molto soddisfatto della collaborazione con l’Ufficio Catechistico sottolineando che “la mission della Fondazione Pugliese è soprattutto quella di inculcare la cultura delle neurodiversità. L’autismo sta diventando uno spettro che non fa più paura perché grazie alla promozione della formazione e dell’informazione, si stanno sfatando tabù che imprigionano chi vive questa condizione e lo portano ad isolarsi”.

Il corso è guidato, con competenza e professionalità, dalla dott.ssa Erica Lacerenza e dal dott. Fabio Cardone che oltre a dare informazioni sulle tante sfaccettature dello spettro autistico e rispondere alle numerose domande dei catechisti che seguono gli incontri con grande passione e interesse, stanno offrendo indicazioni precise e dettagliate su come relazionarsi con i ragazzi autistici.
La dott.ssa Lacerenza e il dott. Cardone hanno sottolineato a più riprese che l’autismo non è una malattia bensì una condizione esistenziale che sollecita chiunque a divenire partner comunicativo di coloro che la vivono. L’autistico percepisce se lo si tratta come “autistico da dizionario” o se ci si predispone per cercare di sentire le sue emozioni e comprendere le sue reazioni, lasciandogli la possibilità di avere un altro modo di vedere e pensare. Causa di dolore per i neurodiversi è il non sentirsi accettati nonché la tristezza di non vedersi riconosciuti come persone, perché solo chi si sente riconosciuto si sente anche degno e felice di vivere.

Il 17 aprile 2020, sempre presso l’Opera Diocesana “Giovanni Paolo II”, Mons. Luigi Mansi consegnerà ai catechisti che hanno partecipato al corso, un attestato di partecipazione. L’occasione sarà propizia per vivere insieme un momento di confronto e verifica delle nozioni acquisite durante gli incontri e messe in pratica nella relazione con i ragazzi autistici che frequentano le comunità parrocchiali.

Don Gianni Massaro
Direttore Ufficio Catechistico – Diocesi di Andria

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La cultura delle neurodiversità

La cultura delle neurodiversità
Si conclude il corso di formazione sulla pratica dell’inclusione di ragazzi autistici

Si terrà venerdì 13 dicembre alle ore 19.00 presso l’Opera Diocesana “Giovanni Paolo II” in via Bottego 36, l’ultimo incontro del corso di formazione sulla pratica dell’inclusione di ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico. Il corso è promosso dall’Ufficio Catechistico Diocesano il cui Direttore è don Gianni Massaro e dalla Fondazione Pugliese per le Neurodiversità il cui Presidente è l’Avv. Francesco Bruno.
Papa Francesco lo scorso 3 dicembre, in occasione della giornata mondiale delle persone con disabilità, ha ricordato che “la promozione dei diritti alla partecipazione ha un ruolo centrale per contrastare ogni discriminazione e promuovere la cultura dell’incontro e della vita di qualità. Occorre prendersi cura e – ha rimarcato il Santo Padre – accompagnare le persone con disabilità in ogni condizione di vita; fare strada insieme a loro e ungerle di dignità per una partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale”.

Il corso ha proprio la finalità di aiutare i catechisti a sviluppare un approccio empatico con chi vive la condizione dello spettro autistico e così rispondere al desiderio del nostro Vescovo Mons. Luigi Mansi di vedere una comunità diocesana che “sia sempre più inclusiva, capace di accoglienza premurosa e attenta verso tutti soprattutto verso chi vive situazioni di disagio”.
L’avv. Francesco Bruno si è detto molto soddisfatto della collaborazione con l’Ufficio Catechistico sottolineando che “la mission della Fondazione Pugliese è soprattutto quella di inculcare la cultura delle neurodiversità. L’autismo sta diventando uno spettro che non fa più paura perché grazie alla promozione della formazione e dell’informazione, si stanno sfatando tabù che imprigionano chi vive questa condizione e lo portano ad isolarsi”.

Il corso è guidato, con competenza e professionalità, dalla dott.ssa Erica Lacerenza e dal dott. Fabio Cardone che oltre a dare informazioni sulle tante sfaccettature dello spettro autistico e rispondere alle numerose domande dei catechisti che seguono gli incontri con grande passione e interesse, stanno offrendo indicazioni precise e dettagliate su come relazionarsi con i ragazzi autistici.
La dott.ssa Lacerenza e il dott. Cardone hanno sottolineato a più riprese che l’autismo non è una malattia bensì una condizione esistenziale che sollecita chiunque a divenire partner comunicativo di coloro che la vivono. L’autistico percepisce se lo si tratta come “autistico da dizionario” o se ci si predispone per cercare di sentire le sue emozioni e comprendere le sue reazioni, lasciandogli la possibilità di avere un altro modo di vedere e pensare. Causa di dolore per i neurodiversi è il non sentirsi accettati nonché la tristezza di non vedersi riconosciuti come persone, perché solo chi si sente riconosciuto si sente anche degno e felice di vivere.

Il 17 aprile 2020, sempre presso l’Opera Diocesana “Giovanni Paolo II”, Mons. Luigi Mansi consegnerà ai catechisti che hanno partecipato al corso, un attestato di partecipazione. L’occasione sarà propizia per vivere insieme un momento di confronto e verifica delle nozioni acquisite durante gli incontri e messe in pratica nella relazione con i ragazzi autistici che frequentano le comunità parrocchiali.

Don Gianni Massaro
Direttore Ufficio Catechistico – Diocesi di Andria

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Una Chiesa che accoglie e valorizza

Una Chiesa che accoglie e valorizza

L’Ufficio Catechistico della diocesi di Andria e la Fondazione Pugliese per le Neurodiversità promuovono un corso di formazione e informazione sull’inclusione dei ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico.

Il 25 ottobre alle ore 19.00 presso l’Opera Diocesana “Giovanni Paolo II” in via Bottego 36, alla presenza del Vescovo Mons. Luigi Mansi e dell’avvocato Francesco Bruno, Presidente della Fondazione Pugliese per le Neurodiversità, si darà inizio al percorso di formazione e informazione sulla pratica dell’inclusione di ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico.

Tale iniziativa, promossa dall’Ufficio Catechistico della diocesi di Andria, diretto da Don Gianni Massaro, con la preziosa collaborazione della Fondazione Pugliese per le Neurodiversità, si pone in continuità con il primo approccio alla conoscenza dell’autismo, avviato lo scorso anno, con l’intervento della dottoressa Maria Grazia Fiore. Nell’occasione la dottoressa ebbe modo di rimarcare più volte che l’autismo non va inteso alla stregua di una patologia, bensì come una condizione di origine neurobiologica che determina un diverso funzionamento del sistema nervoso, interessando tre aree: l’area sociale, relazionale e comunicativa.

Tutti siamo chiamati a crescere e a formarci in questi ambiti perché, imparando a conoscere i vari codici comunicativi con cui gli autistici si esprimono (attraverso tipologie di linguaggio verbale e non), possiamo decodificare il messaggio che ci viene trasmesso, al fine di valorizzare le potenzialità nascoste.

Il corso ha pertanto la finalità di aiutare gli operatori pastorali a sviluppare un approccio empatico con chi vive la condizione dello spettro autistico, in modo da favorire comunità parrocchiali sempre più inclusive.

“Papa Francesco – ha dichiarato Don Gianni Massaro - ha in più occasioni sollecitato tutte le diocesi ad essere autentiche comunità cristiane in grado non solo di accogliere tutti bensì di dare centralità soprattutto alle persone più fragili e la nostra diocesi ha intrapreso da tempo percorsi di catechesi inclusiva risultando particolarmente attiva e sensibile”. L’iniziativa è in linea con le indicazioni del Vescovo, Mons. Luigi Mansi, che nella lettera pastorale dal titolo “Si prese cura di lui”, incentrata sulla nota parabola del buon samaritano sollecita la comunità diocesana ad essere accogliente e ospitale. “Mi piace vederla così la Chiesa – scrive Mons. Mansi – non solo come un luogo dove si erogano “servizi religiosi” ma anche come luogo sicuro dove ogni uomo, soprattutto chi è in difficoltà di qualunque tipo, possa trovare accoglienza premurosa e attenta, che non esclude mai ma si attiva per offrire a tutti aiuto e sostegno”.

L’avv. Francesco Bruno, presidente della Fondazione, ha sottolineato: “Prosegue il percorso di formazione e informazione sulla cultura delle neurodiversità, che rappresenta una delle priorità della Fondazione, questa volta con un partner di eccellenza, quale è l’Ufficio Catechistico Diocesano. Mi piace ricordare, con riconoscenza, che la Diocesi di Andria rientra tra i fondatori e che condivide e promuove costantemente le nostre attività per favorire l’inclusione in concreto”.

Il percorso di formazione, avrà modalità laboratoriale con un numero limitato di partecipanti (50) e vi potranno pertanto prendere parte solo coloro che hanno provveduto ad iscriversi, sarà guidato con competenza da due relatori psicologi-psicoteraupeti nella persona della dott.ssa Enrica Lacerenza e del dott. Fabio Cardone e sarà strutturato in cinque incontri secondo il seguente calendario e le seguenti tematiche:

-25 ottobre 2019 ore 19.00 -21.00
“Cos’è l’autismo: differenze cognitive, sensoriali, emotive e sociali. Scopriamolo attraverso il cinema”

-8 novembre 2019 ore 19.00 -21.00
“Oltre l’autismo: vedere e valorizzare le differenze individuali”

-22 novembre 2019 ore 19.00 -21.00
“Io e te con Tatto: testimonianze di un fratello”

-13 dicembre 2019 ore 19.00 -21.00
“Esperienze di inclusione … da buoni amici”

-17 aprile 2020 ore 19.00 -21.00
“Verifica e consegna degli attestati di partecipazione”

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Una Chiesa che accoglie e valorizza

Una Chiesa che accoglie e valorizza

L’Ufficio Catechistico della diocesi di Andria e la Fondazione Pugliese per le Neurodiversità promuovono un corso di formazione e informazione sull’inclusione dei ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico.

Il 25 ottobre alle ore 19.00 presso l’Opera Diocesana “Giovanni Paolo II” in via Bottego 36, alla presenza del Vescovo Mons. Luigi Mansi e dell’avvocato Francesco Bruno, Presidente della Fondazione Pugliese per le Neurodiversità, si darà inizio al percorso di formazione e informazione sulla pratica dell’inclusione di ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico.

Tale iniziativa, promossa dall’Ufficio Catechistico della diocesi di Andria, diretto da Don Gianni Massaro, con la preziosa collaborazione della Fondazione Pugliese per le Neurodiversità, si pone in continuità con il primo approccio alla conoscenza dell’autismo, avviato lo scorso anno, con l’intervento della dottoressa Maria Grazia Fiore. Nell’occasione la dottoressa ebbe modo di rimarcare più volte che l’autismo non va inteso alla stregua di una patologia, bensì come una condizione di origine neurobiologica che determina un diverso funzionamento del sistema nervoso, interessando tre aree: l’area sociale, relazionale e comunicativa.

Tutti siamo chiamati a crescere e a formarci in questi ambiti perché, imparando a conoscere i vari codici comunicativi con cui gli autistici si esprimono (attraverso tipologie di linguaggio verbale e non), possiamo decodificare il messaggio che ci viene trasmesso, al fine di valorizzare le potenzialità nascoste.

Il corso ha pertanto la finalità di aiutare gli operatori pastorali a sviluppare un approccio empatico con chi vive la condizione dello spettro autistico, in modo da favorire comunità parrocchiali sempre più inclusive.

“Papa Francesco – ha dichiarato Don Gianni Massaro - ha in più occasioni sollecitato tutte le diocesi ad essere autentiche comunità cristiane in grado non solo di accogliere tutti bensì di dare centralità soprattutto alle persone più fragili e la nostra diocesi ha intrapreso da tempo percorsi di catechesi inclusiva risultando particolarmente attiva e sensibile”. L’iniziativa è in linea con le indicazioni del Vescovo, Mons. Luigi Mansi, che nella lettera pastorale dal titolo “Si prese cura di lui”, incentrata sulla nota parabola del buon samaritano sollecita la comunità diocesana ad essere accogliente e ospitale. “Mi piace vederla così la Chiesa – scrive Mons. Mansi – non solo come un luogo dove si erogano “servizi religiosi” ma anche come luogo sicuro dove ogni uomo, soprattutto chi è in difficoltà di qualunque tipo, possa trovare accoglienza premurosa e attenta, che non esclude mai ma si attiva per offrire a tutti aiuto e sostegno”.

L’avv. Francesco Bruno, presidente della Fondazione, ha sottolineato: “Prosegue il percorso di formazione e informazione sulla cultura delle neurodiversità, che rappresenta una delle priorità della Fondazione, questa volta con un partner di eccellenza, quale è l’Ufficio Catechistico Diocesano. Mi piace ricordare, con riconoscenza, che la Diocesi di Andria rientra tra i fondatori e che condivide e promuove costantemente le nostre attività per favorire l’inclusione in concreto”.

Il percorso di formazione, avrà modalità laboratoriale con un numero limitato di partecipanti (50) e vi potranno pertanto prendere parte solo coloro che hanno provveduto ad iscriversi, sarà guidato con competenza da due relatori psicologi-psicoteraupeti nella persona della dott.ssa Enrica Lacerenza e del dott. Fabio Cardone e sarà strutturato in cinque incontri secondo il seguente calendario e le seguenti tematiche:

-25 ottobre 2019 ore 19.00 -21.00
“Cos’è l’autismo: differenze cognitive, sensoriali, emotive e sociali. Scopriamolo attraverso il cinema”

-8 novembre 2019 ore 19.00 -21.00
“Oltre l’autismo: vedere e valorizzare le differenze individuali”

-22 novembre 2019 ore 19.00 -21.00
“Io e te con Tatto: testimonianze di un fratello”

-13 dicembre 2019 ore 19.00 -21.00
“Esperienze di inclusione … da buoni amici”

-17 aprile 2020 ore 19.00 -21.00
“Verifica e consegna degli attestati di partecipazione”

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