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Giornata Mondiale dei poveri

Papa Francesco nel messaggio di questa seconda giornata mondiale dei poveri, assicura che il Signore “ascolta i poveri, quanti vengono calpestati nella loro dignità e, nonostante questo, hanno la forza di innalzare lo sguardo verso l'alto per ricevere luce e conforto, coloro che vengono perseguitati in nome di una falsa giustizia, oppressi da politiche indegne di questo nome e intimoriti dalla violenza”.

“I poveri vanno amati come poveri, cioè come sono, senza far calcoli sulla loro povertà, senza pretesa o diritto di ipoteca, neanche quella di farli cittadini del regno dei cieli, molto meno dei proseliti” (don Mazzolari).

Dio ascolta il grido dei poveri, non solo i poveri di cibo, di beni primari e vitali, ma anche il povero di relazioni, di cultura, di patria, di valori… forse tutti dovremmo sentirci poveri perché tra poveri si condivide sempre quel poco o tanto che si ha.

La Casa Accoglienza “S. M. Goretti” della Diocesi di Andria fino a due anni fa erogava circa 400/500 pasti, ma nell’ultimo periodo sono scesi a circa 200, e sono emerse altre forme di povertà.
Chi bussa alla porta sono sempre volti nuovi, persone che vivono l’esperienza della povertà, spesso inediti, travolti da un cambiamento nelle condizioni sociali che li porta a non godere più di ciò che avevano, per loro sono cambiate le condizioni in modo repentino ed inaspettato.

Volti che si rispecchiano, nei giovani smarriti alla ricerca della loro esistenza, famiglie in rottura, persone perse nella dipendenza da alcool e gioco, anziani soli con una pensione che non basta mai, giovani coppie ostacolate nella formazione della famiglia, maternità inaspettate e la difficile inesperienza di una gestione familiare, disoccupati, padri separati, gente che ha perso il lavoro, i migranti gli invisibili della società, le nuove generazioni straniere in cerca di identità.

Don Geremia Acri

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Giornata Mondiale dei poveri

Papa Francesco nel messaggio di questa seconda giornata mondiale dei poveri, assicura che il Signore “ascolta i poveri, quanti vengono calpestati nella loro dignità e, nonostante questo, hanno la forza di innalzare lo sguardo verso l'alto per ricevere luce e conforto, coloro che vengono perseguitati in nome di una falsa giustizia, oppressi da politiche indegne di questo nome e intimoriti dalla violenza”.

“I poveri vanno amati come poveri, cioè come sono, senza far calcoli sulla loro povertà, senza pretesa o diritto di ipoteca, neanche quella di farli cittadini del regno dei cieli, molto meno dei proseliti” (don Mazzolari).

Dio ascolta il grido dei poveri, non solo i poveri di cibo, di beni primari e vitali, ma anche il povero di relazioni, di cultura, di patria, di valori… forse tutti dovremmo sentirci poveri perché tra poveri si condivide sempre quel poco o tanto che si ha.

La Casa Accoglienza “S. M. Goretti” della Diocesi di Andria fino a due anni fa erogava circa 400/500 pasti, ma nell’ultimo periodo sono scesi a circa 200, e sono emerse altre forme di povertà.
Chi bussa alla porta sono sempre volti nuovi, persone che vivono l’esperienza della povertà, spesso inediti, travolti da un cambiamento nelle condizioni sociali che li porta a non godere più di ciò che avevano, per loro sono cambiate le condizioni in modo repentino ed inaspettato.

Volti che si rispecchiano, nei giovani smarriti alla ricerca della loro esistenza, famiglie in rottura, persone perse nella dipendenza da alcool e gioco, anziani soli con una pensione che non basta mai, giovani coppie ostacolate nella formazione della famiglia, maternità inaspettate e la difficile inesperienza di una gestione familiare, disoccupati, padri separati, gente che ha perso il lavoro, i migranti gli invisibili della società, le nuove generazioni straniere in cerca di identità.

Don Geremia Acri

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Preghiera e digiuno di giustizia per un’umanità in bancarotta

Le notizie di naufragi e di continue perdite di vita nel nostro mar Mediterraneo sono ormai all’ordine del giorno. L’ONU parla di oltre mille morti, solo negli ultimi mesi.
Al naufragio di migranti, poveri e disperati, si aggiunge anche quello dell’Europa, la quale ha abbandonato i suoi nobili valori, basati sull’inviolabilità della dignità umana, per sposare una politica scellerata votata alla non accoglienza.

La Chiesa italiana con il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, alza la voce dicendo che: “la logica del cristianesimo è prendersi cura. Accogliere, accompagnare, integrare come dice il Papa. Se c’è una nave che sta nel mare non si può chiudere i porti, non si può rischiare di far morire o creare disagi a delle persone”. “Il problema – ha aggiunto – non riguarda solo l’Italia, riguarda l’Europa ma riguarda il mondo intero, riguarda come è impostata una certa politica che non favorisce i popoli più poveri”.

Come diceva Paolo VI nella Populorum Progressio: “c’è una logica perversa che fa sì che i Paesi ricchi si arricchiscano di più, e i poveri si impoveriscano. C’è questo problema a livello mondiale di movimento, di migrazione, e quindi il problema va visto globalmente: non basta nemmeno l’Europa, ma forse sono un po’ le logiche mondiali che devono cambiare in questo senso”.

Di fronte alla chiusura culturale e sociale, che si fa beffa dei più importanti valori cristiani, si alza forte anche il grido di protesta di altri religiosi e laici cristiani come Padre Alex Zanotelli. È stato così, indetto un ‘digiuno di giustizia’ a partire da martedì 10 luglio, che durerà dieci giorni. “A tutti gli uomini e donne di buona volontà. Martedì 10 luglio 2018 alle ore 12 ci ritroviamo a Roma, in piazza San Pietro, per una giornata di digiuno. Da lì proseguiremo a Montecitorio per testimoniare con il digiuno contro le politiche migratorie di questo governo. E continueremo a digiunare per altri 10 giorni…”.

Papa Francesco nell’omelia pronunciata a Lampedusa 5 anni fa disse: 'Avete mai pianto quando avete visto un barcone affondare?'. A Lesvos in Grecia il Papa disse: 'Quando guardiamo negli occhi i bambini dei campi profughi comprendiamo la bancarotta dell’umanità'.

In virtù di tutto questo la Comunità “Migrantesliberi”, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria e la comunità parrocchiale Madonna della Grazia, giovedì 19 luglio p.v., aderiscono anche loro al digiuno come protesta pacifica contro i muri delle odierne politiche migratorie europee, prive di libertà e dignità per tutti gli esseri umani.

Giovedì 19 luglio alle ore 19,00 presso la Chiesa Santa Madonna della Grazia di Andria è prevista la celebrazione della Santa Messa, per condividere un momento di preghiera e di speranza affinché queste annose politiche disumane possano cambiare rotta.

Il nostro Bel Paese e la Città di Andria da sempre ospitale è invitata, per dare un segno di partecipazione e continuare la sua opera di solidarietà e accoglienza.

“Il diverso oggi è riconosciuto come un pericolo – ricorda Don Geremia Acri, responsabile dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria – e ciò succede quando svaniscono i volti dalla nostra vista per incontrarsi e ascoltare le storie personali. Tutto questo aumenta quando si crea il nemico per scopi di consenso elettorale, incitando all’aggressività, insinuando sospetti, fomentando paura, adulterando e avariando la verità, e mistificando la realtà”.

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Veglia di preghiera in preparazione all’incontro ecumenico di Papa Francesco

Veglia di preghiera in preparazione all’incontro ecumenico di Papa Francesco | Bari 7 luglio 2018

Venerdì 6 luglio 2018, alle ore 20,00 presso la Chiesa Cattedrale di Andria "S. Maria Assunta in Cielo", la comunità ecclesiale si ritroverà per una Veglia di preghiera ecumenica in vista della presenza del Santo Padre Francesco a Bari, prevista per sabato 7 luglio 2018, durante la quale con i Patriarchi e i Capi delle Chiese del Medio Oriente, si invocherà il dono della PACE, NELL’AMICIZIA DI SAN NICOLA, CON I CRISTIANI CHE SOFFRONO.

La Veglia di preghiera, nella Chiesa Cattedrale di Andria, sarà presieduta dal Vescovo Mons. Luigi Mansi.

È un evento squisitamente spirituale che mette al centro la preghiera come compito e forza che sostiene ogni impegno apostolico.

Anche nelle altre due città della diocesi: Canosa di Puglia e Minervino Murge la comunità ecclesiale si ritroverà, insieme, per chiedere al Signore, Principe della Pace, il dono della pace.

- Canosa di Puglia: Giovedì 5 Luglio ore 21:00 presso la Concattedrale “S. Sabino”

- Minervino Murge: Venerdì 6 luglio nelle singole comunità parrocchiali, durante la celebrazione dell’Eucarestia vespertina.

Dio della pace, non ti può comprendere chi semina la discordia, non ti può accogliere chi ama la violenza e offende la vita: dona a chi edifica la pace e si pone al servizio della vita di perseverare nel suo impegno e sana i cuori di quanti sono tormentati dall’odio, perché tutti si ritrovino in te, che sei la vera pace e la fonte della vita.

Don Geremia Acri

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