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Per andare incontro ai poveri

Per andare incontro ai poveri
Mons. Mansi consegnerà alla comunità diocesana le Prospettive Pastorali

In concomitanza con la III Giornata Mondiale dei poveri indetta da Papa Francesco, il Vescovo di Andria Mons. Luigi Mansi consegnerà domenica 17 novembre alla comunità diocesana e in particolare agli operatori della carità, le Prospettive Pastorali che costituiscono un appendice alla Lettera “Si prese cura di lui” che, incentrata sulla nota parabola del buon samaritano, sollecita la Chiesa locale ad essere “locanda accogliente e premurosa nei confronti di tutti e in particolare di chi è bisognoso”.

Si tratta di 12 orientamenti pastorali molto concreti per andare incontro ai poveri, senza cadere nella retorica e restituire loro la speranza. Essi sono il frutto del prezioso lavoro vissuto in occasione del recente Convegno Ecclesiale Diocesano svoltosi in tre serate dal 14 al 16 ottobre. In particolare nella terza serata si sono messi all’opera i membri dei Consigli Pastorali Zonali e Parrocchiali che, suddivisi in laboratori, hanno compiuto un autentico esercizio di discernimento spirituale cercando di individuare i segni attraverso i quali lo Spirito Santo intende condurre la Chiesa diocesana. Alle proposte dei diversi laboratori si sono aggiunti i suggerimenti del Consiglio Pastorale Diocesano. Facendo sintesi di tutto il lavoro svolto, Mons. Mansi ha individuato le 12 prospettive pastorali da “vivere in unità di intenti e amore a Cristo, alla Chiesa e alla gente”

Il Vescovo sollecita, in primo luogo, a potenziare l’azione delle caritas parrocchiali per fare in modo che l’attenzione ai poveri diventi sempre più uno stile pastorale e non aiuto occasionale e chiede di intercettare, all’interno di ogni territorio parrocchiale, i bisogni, e individuare nel contempo, in dialogo con le istituzioni, possibili soluzioni. Con molta concretezza Mons. Mansi, per rispondere da subito ad alcuni bisogni, invita a mettere a disposizione alcuni ambienti parrocchiali per accogliere i poveri, ascoltare le loro domande e, per affrontare alcune “nuove povertà”, chiede di favorire una maggiore conoscenza dell’ambulatorio solidale SPE. S “Mons. Raffaele Calabro” ubicato in Andria presso la sede dell’Unitalsi in via Porta Pia e dello sportello di contrasto al gioco d’azzardo patologico sito in Andria presso la Casa di Accoglienza “Santa Maria Goretti” in via Quarti, 11.

Con coraggio il Presule di Andria chiede inoltre di abbandonare la logica dei numeri per sposare quella semplice ed efficace dell’incontro personale per fare di ogni parrocchia “una casa e scuola di comunione”. Nessuna parrocchia può essere però luogo accogliente se non lo è prima l’interiorità di coloro che ne fanno parte. Da qui l’invito a porre Cristo al centro della vita richiamando l’importanza della Celebrazione Eucaristica domenicale nonché della conoscenza e meditazione della Parola di Dio.

E per avvicinare i giovani alla fede, Mons. Mansi chiede che vengano impegnati in esperienze di servizio e di carità. Poiché la cura dei fratelli non può essere separata dalla cura del creato, tra gli orientamenti ritroviamo anche l’indicazione di inserire nei percorsi di catechesi, l’attenzione al creato. Come pure non manca l’invito, rivolto in particolare ai fedeli laici, a prendersi cura della casa comune che è la città, edificandola con l’esercizio della giustizia, della solidarietà e del bene comune e a rilanciare la pastorale d’ambiente come momento importante della più ampia azione evangelizzatrice della Chiesa.

Con l’indicazione delle prospettive pastorali giunge a conclusione il lavoro, vissuto nelle stile della sinodalità, che ha visto la comunità diocesana in tutte le sue componenti, ritrovarsi con il proprio Pastore dapprima per progettare e poi vivere il Convegno Diocesano ed ora darne un seguito. Sinodalità indica infatti un modo di fare Chiesa, di essere Chiesa, di vivere la Chiesa.

Allude ad una precisa dinamica che si instaura tra tutti coloro che appartengono alla comunità ecclesiale: essi pregano insieme, discernono insieme, camminano insieme e insieme si distinguono per il loro amore a Dio e ai fratelli.

Don Gianni Massaro
Vicario Generale – Diocesi di Andria

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Per andare incontro ai poveri

Per andare incontro ai poveri
Mons. Mansi consegnerà alla comunità diocesana le Prospettive Pastorali

In concomitanza con la III Giornata Mondiale dei poveri indetta da Papa Francesco, il Vescovo di Andria Mons. Luigi Mansi consegnerà domenica 17 novembre alla comunità diocesana e in particolare agli operatori della carità, le Prospettive Pastorali che costituiscono un appendice alla Lettera “Si prese cura di lui” che, incentrata sulla nota parabola del buon samaritano, sollecita la Chiesa locale ad essere “locanda accogliente e premurosa nei confronti di tutti e in particolare di chi è bisognoso”.

Si tratta di 12 orientamenti pastorali molto concreti per andare incontro ai poveri, senza cadere nella retorica e restituire loro la speranza. Essi sono il frutto del prezioso lavoro vissuto in occasione del recente Convegno Ecclesiale Diocesano svoltosi in tre serate dal 14 al 16 ottobre. In particolare nella terza serata si sono messi all’opera i membri dei Consigli Pastorali Zonali e Parrocchiali che, suddivisi in laboratori, hanno compiuto un autentico esercizio di discernimento spirituale cercando di individuare i segni attraverso i quali lo Spirito Santo intende condurre la Chiesa diocesana. Alle proposte dei diversi laboratori si sono aggiunti i suggerimenti del Consiglio Pastorale Diocesano. Facendo sintesi di tutto il lavoro svolto, Mons. Mansi ha individuato le 12 prospettive pastorali da “vivere in unità di intenti e amore a Cristo, alla Chiesa e alla gente”

Il Vescovo sollecita, in primo luogo, a potenziare l’azione delle caritas parrocchiali per fare in modo che l’attenzione ai poveri diventi sempre più uno stile pastorale e non aiuto occasionale e chiede di intercettare, all’interno di ogni territorio parrocchiale, i bisogni, e individuare nel contempo, in dialogo con le istituzioni, possibili soluzioni. Con molta concretezza Mons. Mansi, per rispondere da subito ad alcuni bisogni, invita a mettere a disposizione alcuni ambienti parrocchiali per accogliere i poveri, ascoltare le loro domande e, per affrontare alcune “nuove povertà”, chiede di favorire una maggiore conoscenza dell’ambulatorio solidale SPE. S “Mons. Raffaele Calabro” ubicato in Andria presso la sede dell’Unitalsi in via Porta Pia e dello sportello di contrasto al gioco d’azzardo patologico sito in Andria presso la Casa di Accoglienza “Santa Maria Goretti” in via Quarti, 11.

Con coraggio il Presule di Andria chiede inoltre di abbandonare la logica dei numeri per sposare quella semplice ed efficace dell’incontro personale per fare di ogni parrocchia “una casa e scuola di comunione”. Nessuna parrocchia può essere però luogo accogliente se non lo è prima l’interiorità di coloro che ne fanno parte. Da qui l’invito a porre Cristo al centro della vita richiamando l’importanza della Celebrazione Eucaristica domenicale nonché della conoscenza e meditazione della Parola di Dio.

E per avvicinare i giovani alla fede, Mons. Mansi chiede che vengano impegnati in esperienze di servizio e di carità. Poiché la cura dei fratelli non può essere separata dalla cura del creato, tra gli orientamenti ritroviamo anche l’indicazione di inserire nei percorsi di catechesi, l’attenzione al creato. Come pure non manca l’invito, rivolto in particolare ai fedeli laici, a prendersi cura della casa comune che è la città, edificandola con l’esercizio della giustizia, della solidarietà e del bene comune e a rilanciare la pastorale d’ambiente come momento importante della più ampia azione evangelizzatrice della Chiesa.

Con l’indicazione delle prospettive pastorali giunge a conclusione il lavoro, vissuto nelle stile della sinodalità, che ha visto la comunità diocesana in tutte le sue componenti, ritrovarsi con il proprio Pastore dapprima per progettare e poi vivere il Convegno Diocesano ed ora darne un seguito. Sinodalità indica infatti un modo di fare Chiesa, di essere Chiesa, di vivere la Chiesa.

Allude ad una precisa dinamica che si instaura tra tutti coloro che appartengono alla comunità ecclesiale: essi pregano insieme, discernono insieme, camminano insieme e insieme si distinguono per il loro amore a Dio e ai fratelli.

Don Gianni Massaro
Vicario Generale – Diocesi di Andria

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Presentazione Sportello di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico

Presentazione Sportello di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico della Diocesi di Andria
Giovedì 14 novembre alle ore 18:30 | presso Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” – Diocesi di Andria in via Quarti, 11 – Andria

Passano i secoli ma la condizione di disuguaglianza tra ricchi e poveri resta immutata piuttosto aumentano le povertà non soltanto materiali. Numerose sono le molte forme di nuove schiavitù a cui sono sottoposti milioni di uomini, donne, giovani e bambini.

Famiglie costrette a lasciare la loro terra per cercare serenità altrove; giovani, vittime di politiche economiche e sociali sorde e miopi, alla ricerca disperata di un lavoro; donne violentate e umiliate nel loro intimo. Migrati strumentalizzati e vittime di interessi politici ed economici, a cui sono negate la solidarietà e l’uguaglianza.

Restituire la speranza perduta dinanzi alle ingiustizie, sofferenze e precarietà della vita è quello che il Vangelo di Gesù Cristo e la fede riesce a infondere nel cuore di quanti si trovano nel bisogno.

«Giudicati spesso parassiti della società, ai poveri non si perdona neppure la loro povertà - afferma Papa Francesco -. Il giudizio è sempre all’erta. Non possono permettersi di essere timidi o scoraggiati, sono percepiti come minacciosi o incapaci, solo perché poveri. È necessario, soprattutto in un periodo come il nostro, rianimare la speranza e restituire fiducia». Accogliendo l’invito di Papa Francesco ad essere coerenti evangelizzatori e a seminare segni tangibili di speranza ci impegniamo a fare di più. Pertanto, in occasione di questa III Giornata Mondiale dei Poveri accendiamo un faro sulla problematica, di grande attualità, legata al gioco d’azzardo patologico. Una malattia, una vera e propria dipendenza che porta alla perdita di controllo sul comportamento di gioco e gravi conseguenze psichiche, fisiche, relazionali, sociali ed economiche.

«La parabola evangelica del Buon Samaritano, nella quale la nostra chiesa, in questo anno pastorale, desidera vivere un percorso di educazione e attuazione della carità ci spinge a non passare oltre, ma a prenderci ‘cura di lui’… la parabola del Samaritano ci stimola a metterci in gioco per essere accanto a questa nuova forma di povertà» - commenta Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria.

I dati allarmanti di questa nuova povertà, una dipendenza patologica, riscontrati in questi ultimi anni, ci spingono a fare di più per andare in soccorso delle tante persone che chiedono aiuto, una patologia che colpisce sempre più vittime, ingrossando le file dei nuovi poveri e che ha contribuito a ‘sbriciolare’ tante famiglie.

Giovedì 14 novembre 2019, alle ore 18:30, in via Quarti 11 ad Andria, presso la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria in via Quarti, 11 sarà presentato lo sportello di contrasto al GAP, Gioco d’Azzardo Patologico, finalizzato alla prevenzione, alla presa in carico (attraverso l’esplorazione e l’analisi di tutte le aree di sofferenza della persona), alla cura e alla riabilitazione della persona con problemi di dipendenza.

Alla presenza di Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria, di don Geremia Acri, responsabile della Casa e dei volontari, saranno resi noti i giorni e le modalità con cui opererà lo sportello sia ad Andria che nella città di Canosa di Puglia.

Don Geremia e i volontari

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Presentazione Sportello di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico

Presentazione Sportello di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico della Diocesi di Andria
Giovedì 14 novembre alle ore 18:30 | presso Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” – Diocesi di Andria in via Quarti, 11 – Andria

Passano i secoli ma la condizione di disuguaglianza tra ricchi e poveri resta immutata piuttosto aumentano le povertà non soltanto materiali. Numerose sono le molte forme di nuove schiavitù a cui sono sottoposti milioni di uomini, donne, giovani e bambini.

Famiglie costrette a lasciare la loro terra per cercare serenità altrove; giovani, vittime di politiche economiche e sociali sorde e miopi, alla ricerca disperata di un lavoro; donne violentate e umiliate nel loro intimo. Migrati strumentalizzati e vittime di interessi politici ed economici, a cui sono negate la solidarietà e l’uguaglianza.

Restituire la speranza perduta dinanzi alle ingiustizie, sofferenze e precarietà della vita è quello che il Vangelo di Gesù Cristo e la fede riesce a infondere nel cuore di quanti si trovano nel bisogno.

«Giudicati spesso parassiti della società, ai poveri non si perdona neppure la loro povertà - afferma Papa Francesco -. Il giudizio è sempre all’erta. Non possono permettersi di essere timidi o scoraggiati, sono percepiti come minacciosi o incapaci, solo perché poveri. È necessario, soprattutto in un periodo come il nostro, rianimare la speranza e restituire fiducia». Accogliendo l’invito di Papa Francesco ad essere coerenti evangelizzatori e a seminare segni tangibili di speranza ci impegniamo a fare di più. Pertanto, in occasione di questa III Giornata Mondiale dei Poveri accendiamo un faro sulla problematica, di grande attualità, legata al gioco d’azzardo patologico. Una malattia, una vera e propria dipendenza che porta alla perdita di controllo sul comportamento di gioco e gravi conseguenze psichiche, fisiche, relazionali, sociali ed economiche.

«La parabola evangelica del Buon Samaritano, nella quale la nostra chiesa, in questo anno pastorale, desidera vivere un percorso di educazione e attuazione della carità ci spinge a non passare oltre, ma a prenderci ‘cura di lui’… la parabola del Samaritano ci stimola a metterci in gioco per essere accanto a questa nuova forma di povertà» - commenta Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria.

I dati allarmanti di questa nuova povertà, una dipendenza patologica, riscontrati in questi ultimi anni, ci spingono a fare di più per andare in soccorso delle tante persone che chiedono aiuto, una patologia che colpisce sempre più vittime, ingrossando le file dei nuovi poveri e che ha contribuito a ‘sbriciolare’ tante famiglie.

Giovedì 14 novembre 2019, alle ore 18:30, in via Quarti 11 ad Andria, presso la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria in via Quarti, 11 sarà presentato lo sportello di contrasto al GAP, Gioco d’Azzardo Patologico, finalizzato alla prevenzione, alla presa in carico (attraverso l’esplorazione e l’analisi di tutte le aree di sofferenza della persona), alla cura e alla riabilitazione della persona con problemi di dipendenza.

Alla presenza di Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria, di don Geremia Acri, responsabile della Casa e dei volontari, saranno resi noti i giorni e le modalità con cui opererà lo sportello sia ad Andria che nella città di Canosa di Puglia.

Don Geremia e i volontari

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