wrapper

Condividi!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Domenica 29 Settembre 2019 - 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

“Non si tratta solo di migranti”

La Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dal 1914. È sempre stata un’occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare e aumentare la consapevolezza e la conoscenza sulle opportunità offerte dalla migrazione. Difatti il 29 Settembre prossimo si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR), occasione e obbiettivo della Chiesa di divulgare all’opinione pubblica la condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo, costretti a fuggire dalle loro terre per fame, miseria, guerra e calamità naturali.

Papa Francesco quest’anno ha scelto il tema “Non si tratta solo di migranti” per mostrarci i nostri punti deboli e assicurarci che nessuno rimanga escluso dalla società, che sia un cittadino residente da molto tempo, o un nuovo arrivato. Il messaggio di Papa Francesco mette al centro migranti e rifugiati ma parla anche ‘a’ e ‘di’ ciascuno di noi, del nostro essere, dei nostri limiti e delle grandi potenzialità che abbiamo nel riscoprirci fratelli nell’accoglienza e nella solidarietà con chi si mette in viaggio in cerca di pace e giustizia. Non si tratta solo di migranti si tratta di carità e dovere verso gli uomini e le donne di ogni dove, si tratta delle nostra umanità, si tratta della sopravvivenza. Un testo in piena continuità con l’impegno di Francesco che vuole una Chiesa sempre al fianco dei più vulnerabili.

In troppi in questo tempo riconoscono nello straniero, giunto sui barconi, vestendo pezze e sfidando la tempesta del mare, come un possibile terrorista oppure delinquente. La GMMR è l’occasione propizia per ricordare a noi cittadini, l’impegno della civiltà. La civitas latina nei secoli si contraddistingueva dalla rusticitas. Difatti nell’uso comune il termine civiltà è spesso sinonimo di progresso, in opposizione a barbarie. Ed è in questo rapporto di resistenza, che la civiltà deve perseguire il suo obiettivo per la costruzione di una comunità umana e democratica, che difende le persone deboli e vulnerabili. Non c’è cosa più bella al mondo che il saper con-dividere, con-gioire, con-soffrire, chi non è capace di tutto questo è malato e non sa cosa significhi emozionarsi, vivere le emozioni e la compassione.

Per servire l’altro/a, il prossimo è necessario farsi minuscoli, umili, fino a sapersi inginocchiare davanti all’altro, mettersi ai suoi piedi, farsi ministri. Non è facile, perché il mio, il nostro io è duro a morire; ma in questo atto di sacrificio non c'è mestizia o infelicità.

La faccia di qualsiasi persona vivente, esprime una verità unica, irripetibile e originale. La faccia di una persona è una piccola tessera, che compone il puzzle meraviglioso dell’umanità. La faccia disarma ogni tipo di distanza. La faccia è il luogo dove l’umanità si incontra per la costruzione di legami relazionali, fondando una interpretazione della realtà antropocentrica anziché indifferente, consumistica, anonima e sconosciuta.

Il dovere morale di accogliere i migranti, persone, e di esercitare coscienza contro decreti e leggi cieche volte a creare disordini e confusione per il consenso elettorale, personale e di schieramenti sia politici che ecclesiali, sono apripista di temi di propaganda e disfacimento della comunità umana.

Non si tratta solo di migranti.

Si tratta di mettere l’umanità al primo posto e il vero motto dei cristiani dev’essere sempre, comunque e nonostante tutto “prima gli ultimi”.

Si tratta delle nostre paure, “Si tratta della carità”, “Si tratta della nostra umanità” e “si tratta di non escludere nessuno”.

Don Geremia Acri

GLI EVENTI

Venerdì 27 settembre 2019

Ore 21:00 presso la Mensa della Carità di Casa di Accoglienza, via Quarti, 11 - Andria - cena multietnica. “La Tèranga” progetto di ristorazione sociale curato da operatori e ospiti della Comunità “Migrantesliberi”, il cui obiettivo è quello di promuovere la conoscenza e l’integrazione socio-culturale di richiedenti protezione e presone che vivono situazioni di disagio e marginalità, in una cornice conviviale che unisce sapori e profumi provenienti da diversi parti del mondo.

Sabato 28 settembre 2019

Ore 18:30 presso la Casa Accoglienza, via Quarti, 11 – Andria | “Dio Padre di ogni uomo e donna”. Preghiera comunitaria e momento di convivialità

Domenica 29 settembre 2019

Ore 10:30 insieme con Papa Francesco S. Messa a piazza S. Pietro.

Oltre che nelle celebrazioni nelle diverse diocesi italiane e nella nostra, la Chiesa si raccoglierà attorno a papa Francesco per la Santa Messa. La nostra Diocesi sarà presente con un gruppo di 55 presone tra richiedenti protezione internazionale, rifugiati e operatori della Comunità “Migrantesliberi” e volontari dell’Ufficio Migrantes diocesano.

Ore 20:00 presso il laboratorio urbano Officina San Domenico via San Angelo dei Meli, 36 - Andria - proiezione film “Fuocoammare”, nell’ambito della rassegna “Cinema fuori dagli schermi" organizzata dall'Associazione Equilibrio Dinamico.

Il costo è di €3,00. Per info e prenotazioni chiamare il numero 389 238 9142.

Ore 19:00 presso chiesa S. Lucia - Andria - S. Messa per i Migranti, Profughi e Rifugiati.

Giovedì 3 ottobre 2019

Ore 19.00 presso la Casa Accoglienza “S. M. Goretti”, via Quarti, 11 - Andria - in occasione Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita dalla Legge 45/2016 dal Parlamento italiano per ricordare chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria, inaugurazione e presentazione del murales “Si prese cura di lui…” a cura degli artisti Daniele Geniale e Roberta Fucci.

Read more

Condividi!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Domenica 29 Settembre 2019 - 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

La Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dal 1914. È sempre stata un’occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare e aumentare la consapevolezza e la conoscenza sulle opportunità offerte dalla migrazione. Difatti il 29 Settembre prossimo si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR), occasione e obbiettivo della Chiesa di divulgare all’opinione pubblica la condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo, costretti a fuggire dalle loro terre per fame, miseria, guerra e calamità naturali.

Papa Francesco quest’anno ha scelto il tema “Non si tratta solo di migranti” per mostrarci i nostri punti deboli e assicurarci che nessuno rimanga escluso dalla società, che sia un cittadino residente da molto tempo, o un nuovo arrivato. Il messaggio di Papa Francesco mette al centro migranti e rifugiati ma parla anche ‘a’ e ‘di’ ciascuno di noi, del nostro essere, dei nostri limiti e delle grandi potenzialità che abbiamo nel riscoprirci fratelli nell’accoglienza e nella solidarietà con chi si mette in viaggio in cerca di pace e giustizia. Non si tratta solo di migranti si tratta di carità e dovere verso gli uomini e le donne di ogni dove, si tratta delle nostra umanità, si tratta della sopravvivenza. Un testo in piena continuità con l’impegno di Francesco che vuole una Chiesa sempre al fianco dei più vulnerabili.

In troppi in questo tempo riconoscono nello straniero, giunto sui barconi, vestendo pezze e sfidando la tempesta del mare, come un possibile terrorista oppure delinquente. La GMMR è l’occasione propizia per ricordare a noi cittadini, l’impegno della civiltà. La civitas latina nei secoli si contraddistingueva dalla rusticitas. Difatti nell’uso comune il termine civiltà è spesso sinonimo di progresso, in opposizione a barbarie. Ed è in questo rapporto di resistenza, che la civiltà deve perseguire il suo obiettivo per la costruzione di una comunità umana e democratica, che difende le persone deboli e vulnerabili. Non c’è cosa più bella al mondo che il saper con-dividere, con-gioire, con-soffrire, chi non è capace di tutto questo è malato e non sa cosa significhi emozionarsi, vivere le emozioni e la compassione.

Per servire l’altro/a, il prossimo è necessario farsi minuscoli, umili, fino a sapersi inginocchiare davanti all’altro, mettersi ai suoi piedi, farsi ministri. Non è facile, perché il mio, il nostro io è duro a morire; ma in questo atto di sacrificio non c'è mestizia o infelicità.

La faccia di qualsiasi persona vivente, esprime una verità unica, irripetibile e originale. La faccia di una persona è una piccola tessera, che compone il puzzle meraviglioso dell’umanità. La faccia disarma ogni tipo di distanza. La faccia è il luogo dove l’umanità si incontra per la costruzione di legami relazionali, fondando una interpretazione della realtà antropocentrica anziché indifferente, consumistica, anonima e sconosciuta.

Il dovere morale di accogliere i migranti, persone, e di esercitare coscienza contro decreti e leggi cieche volte a creare disordini e confusione per il consenso elettorale, personale e di schieramenti sia politici che ecclesiali, sono apripista di temi di propaganda e disfacimento della comunità umana.

Non si tratta solo di migranti.

Si tratta di mettere l’umanità al primo posto e il vero motto dei cristiani dev’essere sempre, comunque e nonostante tutto “prima gli ultimi”.

Si tratta delle nostre paure, “Si tratta della carità”, “Si tratta della nostra umanità” e “si tratta di non escludere nessuno”.

Don Geremia Acri

GLI EVENTI

Venerdì 27 settembre 2019

Ore 21:00 presso la Mensa della Carità di Casa di Accoglienza, via Quarti, 11 - Andria - cena multietnica. “La Tèranga” progetto di ristorazione sociale curato da operatori e ospiti della Comunità “Migrantesliberi”, il cui obiettivo è quello di promuovere la conoscenza e l’integrazione socio-culturale di richiedenti protezione e presone che vivono situazioni di disagio e marginalità, in una cornice conviviale che unisce sapori e profumi provenienti da diversi parti del mondo.

Sabato 28 settembre 2019

Ore 18:30 presso la Casa Accoglienza, via Quarti, 11 – Andria | “Dio Padre di ogni uomo e donna”. Preghiera comunitaria e momento di convivialità

Domenica 29 settembre 2019

Ore 10:30 insieme con Papa Francesco S. Messa a piazza S. Pietro.

Oltre che nelle celebrazioni nelle diverse diocesi italiane e nella nostra, la Chiesa si raccoglierà attorno a papa Francesco per la Santa Messa. La nostra Diocesi sarà presente con un gruppo di 55 presone tra richiedenti protezione internazionale, rifugiati e operatori della Comunità “Migrantesliberi” e volontari dell’Ufficio Migrantes diocesano.

Ore 20:00 presso il laboratorio urbano Officina San Domenico via San Angelo dei Meli, 36 - Andria - proiezione film “Fuocoammare”, nell’ambito della rassegna “Cinema fuori dagli schermi" organizzata dall'Associazione Equilibrio Dinamico.

Il costo è di €3,00. Per info e prenotazioni chiamare il numero 389 238 9142.

Ore 19:00 presso chiesa S. Lucia - Andria - S. Messa per i Migranti, Profughi e Rifugiati.

Giovedì 3 ottobre 2019

Ore 19.00 presso la Casa Accoglienza “S. M. Goretti”, via Quarti, 11 - Andria - in occasione Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita dalla Legge 45/2016 dal Parlamento italiano per ricordare chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria, inaugurazione e presentazione del murales “Si prese cura di lui…” a cura degli artisti Daniele Geniale e Roberta Fucci.

Read more

Condividi!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Si prese cura di lui… | Lettera pastorale del Vescovo Luigi Mansi

INTRODUZIONE
Il titolo che ho pensato di dare al documento programmatico per l’anno pastorale 2019/2020 esprime con chiarezza l’idea ispiratrice: dobbiamo porci in diretta continuità con il cammino fatto insieme ormai da ben tre anni. Ci aspetta il quarto anno da vivere insieme.

In quello appena trascorso ci siamo sentiti stimolati dal comando dato da Gesù ai discepoli, “Date loro voi stessi da mangiare” (Mc 6,37), in riferimento alla fame della gente che, affascinata dalla sua Parola, per seguire Lui, il Maestro, si era tanto allontanata dalle proprie case da non riuscire a tornarvi per i pasti. E così, meditando su quella pagina del Vangelo, abbiamo sentito rivolto a noi questo comando di Gesù: “Date loro voi stessi da mangiare”, riferito alle genti in mezzo alle quali Lui ci ha posto in quest’ora della storia.

Sì, perché la gente del mondo con la sua “fame” ci interpella ancora e sempre, come Chiesa: La fame di pane, innanzitutto, certo! Ma non solo. E nell’anno trascorso ci siamo dati abbondanti occasioni per riflettere su questo dato, declinato in vari modi e da varie angolature, pensiamo alla fame di verità, la fame di umanità, di giustizia, di amore, di pace...
Noi Chiesa, popolo di Gesù, siamo da lui invitati a impegnarci con i nostri cammini formativi per diventare sempre più capaci di intercettare ogni situazione in cui l’uomo è sofferente, ferito, costretto a vivere in povertà, vittima dello sfruttamento, dell’ignoranza, della solitudine e portargli soccorso. Una delle immagini usate da Papa Francesco per definire la Chiesa, lo sappiamo bene, è che essa è come un “ospedale da campo”, per gli uomini del nostro tempo e …di ogni tempo.

Per questo motivo ho pensato che dovremo farci accompagnare nel nuovo anno pastorale, che il Signore ci mette davanti e che ci dona di vivere insieme, da un’altra pagina evangelica davvero suggestiva, che ci presenta ancora una icona molto bella ed efficace sul versante della carità, ed è la pagina del “Buon Samaritano”, che troviamo nel Vangelo di Luca (10, 25-37). E questo spiega il titolo che ho pensato di dare al cammino: “Si prese cura di lui”.

Il mio intento è di provare a fare insieme con voi una lettura “pastorale” di questa parabola, cioè fare in modo che tutti noi, ciascuno a partire dalla propria condizione: ministri ordinati, laici impegnati a vario titolo nella vita pastorale della Chiesa, popolo santo di Dio, ci sentiamo spinti da questa pagina evangelica a sottoporre a coraggiosa verifica ed esame di coscienza tutta la nostra impostazione pastorale, per poter poi ripensare e rimodulare tutto a partire da quelle parole che definiscono il sentimento che ha mosso all’azione il Samaritano, personaggio centrale della parabola, nei confronti del malcapitato che incappò nei briganti: “Si prese cura di lui”.

Noi, cari fratelli e sorelle della Chiesa di Andria, dobbiamo sentirci seriamente sollecitati da questa pagina evangelica a “prenderci cura” degli uomini tra i quali ci ha chiamati a vivere il Signore. È un invito al quale non possiamo e non dobbiamo sfuggire. Questo non vuol dire, come qualcuno teme, ridurre l’azione della Chiesa a puro assistenzialismo. Anche il Papa ha messo in guardia da questo pericolo nel corso della Veglia di Pentecoste presieduta in Piazza S. Pietro per la Diocesi di Roma la sera dell’8 giugno scorso. Del resto, lo stesso Gesù non intese mai la sua missione come puro assistenzialismo ma, nel mentre seminava la Parola nei cuori di quanti lo seguivano e lo ascoltavano, man mano che si presentava l’occasione, si prendeva cura con divina compassione di quanti versavano in situazioni di dolore e si rivolgevano a lui con fiducia e speranza per chiedergli aiuto. Non dobbiamo mai dimenticare che il modo di agire di Gesù è il paradigma di come si deve dispiegare in ogni tempo l’azione della Chiesa.
Ecco, carissimi, come Gesù anche noi dobbiamo sentirci davvero chiamati, in virtù del mandato ricevuto da Lui, a seminare il seme della Parola nei solchi della storia. Ma senza mai dimenticare, nemmeno per un attimo, che si semina non soltanto con l’annuncio puro, cioè la predicazione, in tutte le sue modalità e variazioni, ma anche, e direi soprattutto, con le scelte concrete che come singoli e come comunità via via andiamo compiendo, lungo lo scorrere del tempo e della storia.

Dio non voglia, ma potrebbe capitare che, mentre seminiamo una Parola sul versante della evangelizzazione e della catechesi, con dispendio di tante energie e tanti mezzi, sul piano poi dello stile e degli esempi di vita che diamo, come singoli e come comunità ad ogni livello, smentiamo quello che diciamo. E facciamo così emergere la contraddizione tra quello che diciamo e crediamo di essere e quello che siamo realmente.
Ecco dunque l’itinerario che vi propongo. Una riflessione a tappe che, ripercorrendo la parabola, ci metta tutti in condizione di ricavarne suggestioni e spunti che possano ridare slancio alla nostra azione nell’anno pastorale che abbiamo davanti:

  1. 1. Un uomo
  2. I briganti
  3. “Per caso” un sacerdote, un levita…
  4. Un Samaritano lo vide e ne ebbe compassione
  5. La locanda: la Chiesa
  6. Il giorno seguente
  7. “Va’ e anche tu fa lo stesso”.


Si prese cura di lui

Read more

CONTATTI

Piazza Vittorio Emanuele II, 23

76123 - Andria (BT)

tel. | fax

0883/59 25 96 - 0883/59 30 32

e-mail: