Veglia di Pentecoste

23-05-2026

Carissimi fratelli e sorelle, figli e figlie di questa amata Chiesa di Andria,

ci ritroviamo per la celebrazione della Veglia di Pentecoste in questo Santuario del Santissimo Salvatore, che per noi, in questa sera santa, diventa il Cenacolo. Qui, come i primi discepoli insieme a Maria, siamo radunati per invocare il Dono del Padre, promesso dal Signore Risorto: lo Spirito Santo. E lo facciamo con un desiderio ardente nel cuore, che ho voluto affidare alla nostra Chiesa in questo anno: «Costruiamo insieme la comunità».
La Parola di Dio che abbiamo ascoltato non è un semplice ricordo del passato, ma il progetto, la mappa che lo Spirito traccia stasera per il cammino della nostra Diocesi. Una mappa che si snoda attraverso tre verbi esigenti e bellissimi, che sono il cuore della nostra Lettera Pastorale: incontrare, testimoniare, servire, sui quali vogliamo ancora fermarci per riflettere e pregare insieme
Il primo passo per costruire la comunità è incontrare. Lo abbiamo visto nell’esperienza del profeta Elia sul monte Oreb. Elia cerca Dio nel vento impetuoso, nel terremoto, nel fuoco – nei segni del potere e del clamore. Ma Dio non è lì. Dio si manifesta nel «mormorio di un vento leggero», nella voce di un silenzio sottile. Fratelli, sorelle, per costruire una vera comunità ecclesiale dobbiamo ritrovare questo silenzio dell’anima. Lo Spirito ci chiede di disarmare i nostri cuori dai rumori del giudizio, dei personalismi, delle mormorazioni che distruggono la comunione. Solo nell’ascolto umile di Dio impariamo l’ascolto vero del fratello. La nostra Diocesi sarà una comunità autentica se saprà essere lo spazio in cui l’incontro con l’altro, specialmente con chi è ferito dalla vita, diventa un incontro con Cristo stesso.
Dall’incontro nasce poi la necessità di testimoniare. Negli Atti degli Apostoli, Pietro sperimenta una conversione interiore sconvolgente mentre si trova nella casa del centurione pagano Cornelio. Pietro capisce che «Dio non fa preferenze di persone» e, mentre ancora parla, lo Spirito Santo scende su tutti, senza distinzioni di razza, cultura o appartenenza precedente. È la sorpresa di Dio! La Pentecoste fa saltare le nostre barriere. Testimoniare, per noi oggi ad Andria, significa essere una Chiesa dalle porte aperte, capace di uscire dalle proprie comodità parrocchiali. Significa non avere paura della novità dello Spirito, che spesso soffia fuori dai nostri recinti protetti. Siamo chiamati a testimoniare che la comunione è possibile, che le nostre diversità di carismi, di associazioni, di gruppi non sono e non devono mai essere motivi di divisione, ma sfumature dell’unico volto della nostra sposa, la Chiesa diocesana.
Infine, l’incontro e la testimonianza convergono nel servire. Nel Vangelo di Luca, Gesù Risorto si presenta ai suoi, ancora smarriti e increduli, e mostra loro le piaghe delle mani e dei piedi. Poi promette lo Spirito: «Sarete rivestiti di potenza dall’alto». La potenza dello Spirito Santo non è una forza mondana, non è successo, non è visibilità. È la potenza dell’Amore che si fa servizio. Gesù apre la mente dei discepoli non perché rimangano chiusi a contemplare il mistero, ma perché diventino suoi testimoni portando il perdono e la speranza a tutte le genti. La comunità si costruisce concretamente quando ci mettiamo il grembiule del servizio. Penso alle povertà della nostra città, alle solitudini, ai giovani che spesso guardano alle nostre comunità senza trovarvi un senso e un posto che li faccia sentire accolti. Servire significa farci carico, insieme, di queste fatiche, offrendo risposte concrete di carità e di giustizia.
Carissimi, la Veglia di questa sera non sia una parentesi rituale. Uscendo da questo Santuario, portiamo nelle nostre parrocchie, nelle nostre famiglie, nei nostri ambienti di vita, il fuoco dello Spirito.
Incontriamo nel silenzio e nell’accoglienza. Testimoniamo con coraggio la gioia del Vangelo. Serviamo con umiltà e generosità.
«Costruiamo insieme la comunità». Non da soli, non divisi, ma come un solo popolo, guidati dal soffio dell’unico Spirito.
Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in noi il fuoco del tuo amore. Santissimo Salvatore, custodisci e benedici la nostra Chiesa di Andria. Vieni, Spirito Santo, Soffio di vita e fuoco d’Amore.
Scendi stasera su di noi, Chiesa di Andria, raccolta in preghiera dinanzi al tuo Salvatore.
Insegnaci ad incontrare la tua Parola e i nostri fratelli nel silenzio umile che accoglie e non giudica.
Rendici audaci nel testimoniare la gioia del Vangelo, abbattendo i recinti dell’egoismo e della paura.
Rivestici della tua potenza per servire con amore gratuito, fasciando le ferite dei poveri, di chi è solo e smarrito.
Vieni, Santo Spirito: fa’ di noi un cuore solo e un’anima sola, e guidaci, giorno dopo giorno, a costruire insieme la tua comunità.

Amen.