“Don Agostino è stato uno di quegli uomini che attraversano la storia della Chiesa, lasciando poche parole e molte tracce. Sono le tracce dell’incontro intimo con il Redentore, ma che il Dio della vita trasforma in parole eterne”.
E’ il ritratto chiave delineato dall’Arcivescovo Metropolita di Potenza Muro Lucano Marsico Nuovo Davide Carbonaro nell’omelia delle esequie di Agostino Superbo, Arcivescovo emerito di Potenza, nella Chiesa Madre della sua natìa Minervino Murge (BT). Presenti una ventina di vescovi, presbiteri delle diocesi di Andria e di Potenza, diaconi e consacrati, i sindaci e rappresentanti delle tre città della diocesi di Andria, autorità civili e militari e il popolo dei fedeli laici molto vicini a don Agostino, soprattutto nel tempo della malattia.
“Nell’Arcivescovo Agostino – continua- segnaliamo la fisionomia di uno dei maestri testimoni della Chiesa post conciliare, formatore di cuori prima che di menti. Mons. Superbo ci insegna a educare senza imporsi, perché chi educa occupa il posto di un Altro, che non delude mai le nostre speranze. Grazie allora per il tuo sguardo vigile e per la tua discrezione convinta. Grazie per quello che sei stato e continui ad essere nel cuore delle Chiese che hai servito ed amato. Un uomo di fede profonda e autentica, vissuta con umiltà e coerenza, che non si limita alle parole, ma diventa amore concreto per il prossimo. Che si ostina nel credere che ogni persona è un dono prezioso e che il bene compiuto nel silenzio possiede un valore infinito. La sua intelligenza – del cuore- non è soltanto quella di una mente brillante e veloce nel comprendere la complessità delle cose, ma anche ferma nel prendere le decisioni, mettendo sempre il rispetto e l’umanità al centro delle sue relazioni: illumina, accoglie e dona speranza. Insomma, un uomo essenziale, sobrio nello stile, dinamico nell’azione, rigoroso senza essere rigido. Il tuo sguardo di pastore, è stato sempre rivolto alle periferie umane e sociali, alle emergenze del presente, alle fatiche della comunità, alle contraddizioni dei cuori induriti. La Chiesa per te non fu una cittadella da difendere, ma una madre da servire ed amare. Oggi perdiamo un autentico uomo di Chiesa, un uomo di Dio, tutto d’un pezzo, capace di coniugare autorevolezza e mitezza, governo e ascolto, fermezza e umanità”.
Un pensiero colmo di commozione e di profonda gratitudine è stato rivolto al termine della Liturgia Eucaristica dal Vescovo di Andria Luigi Mansi.
“Agostino Superbo torna alla casa del Padre lasciando una traccia indelebile, solcata da un’umiltà genuina, da una raffinata e profonda cultura, e da una dedizione al Vangelo che tutti noi ben conosciamo e conserviamo nel cuore. La sua vita è stata un dono diffuso apprezzato dalla Chiesa Italiana e da diverse comunità diocesane. Per la nostra Chiesa diocesana questi ultimi dieci anni hanno rivelato il volto più intimo del suo ministero. In questo decennio, Mons. Superbo è stato una presenza silenziosa, preziosa e costantemente orante. Nel nascondimento della quotidianità e nella prova della malattia, ha saputo testimoniare che l’amore per Cristo e per la Chiesa non si misura solo attraverso le opere e la parola pubblica, ma si compie nell’offerta serena di sé e nella preghiera d’intercessione”.
“I miei ricordi personali – aveva dichiarato il Vescovo Luigi- sono ristretti al tempo in cui lui, già Arcivescovo emerito di Potenza, risiedeva stabilmente nella casa di riposo a Minervino Murge. Sono andato spesso a trovarlo e abbiamo scambiato parole sempre serene e affettuose, in occasioni particolari, nelle quali ci si scambia gli auguri. In qualche occasione ha voluto che stessi familiarmente a pranzo con lui. Era sempre pronto e premuroso nell’inviarmi i suoi e a rispondere ai miei auguri con affettuosa paternità. Sempre m’ incoraggiava ad andare avanti nel mio servizio episcopale cercando solo il bene dei fedeli e della Chiesa. Conservo di lui il ricordo di una persona discreta ma con le idee ben chiare su ciò che vuol dire servire il Vangelo e la Chiesa”.
Desideriamo oggi esprimere – continua il presule di Andria al termine del funerale- una profonda gratitudine alle “Opere Riunite Bilanzuoli Corsi Falconi Ciani” che lo hanno accolto con premura come ospite, alle amate Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù, al clero minervinese e a tutti gli operatori della struttura, che in questo lungo tempo gli sono stati accanto con amorevole cura, professionalità e carità cristiana, facendosi carezza della Chiesa nella delicatezza della sua infermità.
Un pensiero di fraterna e partecipe vicinanza va al fratello Michelangelo, ai nipoti e a tutti i familiari, che con affetto costante e discreto hanno custodito e accompagnato Mons. Agostino in ogni momento della sua vita e della sua malattia”.
Sabina Leonetti






















