OMELIA
Triduo
in onore dei Santi Patroni
Madonna dei Miracoli e San Riccardo
Andria, Chiesa Cattedrale, 16 settembre 2026
____________________
Atti 19,1-7 e Gv 3,1-8.
Cari confratelli, fratelli e sorelle,
Iniziamo il cammino del triduo in onore dei nostri patroni, la Vergine Santissima dei Miracoli e San Riccardo, ponendoci in ascolto di uno dei brani più densi ed esaltanti del Vangelo di Giovanni: il dialogo notturno tra Gesù e Nicodemo.
Per cogliere la ricchezza di questo testo, dobbiamo sintonizzarci sui simboli e sui termini specifici che l’evangelista Giovanni utilizza.
La notte. Nicodemo va da Gesù di notte. La notte in Giovanni non è solo una condizione oraria, ma uno stato dell’anima. Rappresenta il mondo delle certezze umane che però tremano, il buio della ricerca, ma anche la prudenza di chi ha un ruolo sociale da difendere (Nicodemo è un capo dei Giudei). Eppure, in quella notte c’è una crepa di luce: Nicodemo riconosce che in Gesù agisce Dio.
Nascere dall’alto. La svolta del dialogo avviene su un equivoco linguistico tipico del linguaggio giovanneo. Gesù usa l’avverbio greco anōthen, che ha un doppio significato: significa sia “di nuovo” che “dall’alto”. Nicodemo si ferma al senso letterale ed orizzontale (“Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse rientrare nel grembo di sua madre?”). Gesù invece parla in senso verticale: non si tratta di ripetere biologicamente la vita, ma di farla generare da un principio nuovo, che è Dio stesso.
Acqua e Spirito. Nell’originale greco le due parole sono unite sotto un’unica preposizione, indicando una sola realtà generatrice. L’acqua richiama il battesimo e la purificazione; lo Pneuma è il Soffio creatore che al principio aleggiava sulle acque (Genesi 1). Nascere da acqua e Spirito significa far parte della nuova creazione.
Il vento e la libertà dello Soffio. Giovanni gioca con il termine pneuma, che significa sia “spirito” che “vento”. Il vento non si possiede, non si imbriglia, non si pianifica a tavolino: ne avverti gli effetti, ma non ne controlli l’origine né la direzione. La vita spirituale non è una sequenza di regole morali da applicare, ma l’adesione a una Vita divina che ci supera e ci trasforma.
Come risuona questo dialogo per la nostra Chiesa di Andria all’inizio di questo triduo?
Nicodemo ci rappresenta tutti. Spesso anche noi, come Chiesa o come singoli credenti, rischiamo di vivere una fede “senile”, stanca, incastrata negli schemi del “si è sempre fatto così”. Ci chiediamo smarriti: “Come può accadere questo?”, di fronte alle sfide pastorali, alla secolarizzazione, alle fragilità delle nostre famiglie e dei nostri giovani. Il rischio è cercare di far rientrare la grazia nel grembo delle nostre vecchie abitudini umane.
Gesù ci invita a fare il salto: non si tratta di fare di più con le nostre sole forze, ma di lasciarci generare dall’alto. Dobbiamo ritrovare la capacità di essere sorpresi dallo Spirito. Una comunità cristiana che nasce dallo Pneuma è una comunità libera, dinamica, che non ha paura del “vento” che soffia e scompiglia i progetti umani per aprire strade nuove di evangelizzazione e di carità nella nostra città.
Nel brano degli Atti degli Apostoli, gli Efesini dicono di non aver nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo. Non permettiamo che Andria viva una fede analoga, fatta di sola forma o tradizione sociologica, priva dell’esperienza viva del Soffio di Dio.
In questo orizzonte teologico si inserisce la testimonianza dei nostri patroni: Maria Santissima dei Miracoli è la creatura che più di ogni altra è “nata dall’alto”. In lei l’Acqua e lo Spirito hanno generato il Verbo fatto carne. Nell’Annunciazione, Maria non ha preteso di calcolare o comprendere tutto secondo logiche umane; si è fidata del Soffio che soffia dove vuole, diventando il grembo della Nuova Creazione.
San Riccardo, nostro Vescovo e Padre, ha vissuto il suo ministero ad Andria non come un burocrate del sacro, ma come un uomo rigenerato dallo Spirito. Ha saputo rinnovare la vita cristiana del nostro popolo proprio perché la sua azione pastorale scaturiva da quell’incontro intimo con Cristo che trasforma il cuore.
Chiediamo stasera, per l’intercessione della Madonna dei Miracoli e di San Riccardo, la grazia di un’autentica rinascita spirituale. Il Signore doni alla nostra Chiesa di Andria la docilità di Nicodemo nel cercare la Luce, e il coraggio di lasciarsi guidare dal Vento della sua grazia. Amen.






