OMELIA nel Trigesimo della nascita al cielo di S. E. Mons. AGOSTINO SUPERBO

02-09-2026

Carissimi fratelli e sorelle, confratelli nel sacerdozio, amata comunità di Minervino Murge,
Ci ritroviamo in questa Chiesa Madre, a un mese dalla nascita al cielo del nostro caro mons. Agostino Superbo, per fare ciò che egli ha fatto per oltre sessant’anni con amore e fedeltà incrollabile: spezzare il Pane della Parola e dell’Eucaristia. Il trigesimo è un tempo di memoria grata, ma è soprattutto il tempo nel quale ci lasciamo consolare dalla speranza Pasquale che non delude.
La Parola di Dio che la Chiesa ci offre oggi sembra tracciata dalla Provvidenza proprio per illuminare la vita del nostro fratello e padre Agostino.
San Paolo, scrivendo ai Corinzi, ci ricorda con forza la natura autentica di ogni ministero nella Chiesa: «Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere». Don Agostino ha incarnato perfettamente questa consapevolezza. Ha speso la sua vita non per affermare sé stesso, ma per essere un docile strumento. Lo ricordiamo come educatore e Rettore prima nel nostro Seminario Diocesano e poi del Seminario Regionale di Molfetta, poi come Vescovo a Sessa Aurunca, ad Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, come Assistente dell’Azione Cattolica Italiana, e infine come Arcivescovo di Potenza e Vicepresidente della CEI.
In ciascuno di questi passi, don Agostino ha “piantato” e “irrigato” nei cuori di generazioni di sacerdoti, giovani e laici, con la delicatezza e la profondità culturale che lo distinguevano. Ma il suo sguardo era sempre rivolto a Colui che dà la crescita: a Dio solo la gloria.
Nel Vangelo di Luca vediamo Gesù che, dopo aver guarito molti infermi, viene cercato dalla folla che vorrebbe trattenerlo nella speranza di vedere altri prodigi. Ma Egli risponde deciso: «Bisogna che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E riprende deciso il cammino verso la croce.
Anche don Agostino ha vissuto con questa urgenza evangelica. Non si è mai seduto sui ruoli prestigiosi; né li ha mai cercati per sé. La sua è stata una vita in cammino per il Vangelo e con il Vangelo. Eppure, pur nel suo respiro grande e nazionale, non ha mai dimenticato le sue radici. Minervino Murge non è stata per lui solo una città natale, ma l’alveo della sua fede e la casa dove il suo cuore tornava sempre ad abbeverarsi, ci è caro ricordare l’aver voluto celebrare qui il suo 60° di sacerdozio, pur essendo in condizioni di salute già precarie.
Nel giorno del suo funerale, prima del commiato, avvertivo il bisogno di ringraziare chi gli è stato accanto nell’ora della fragilità. A distanza di un mese, quel senso di gratitudine non solo rimane, ma si fa ancora più consapevole e maturo.
Rinnovo oggi, a nome di tutta la nostra Chiesa diocesana, quel grazie profondo alle “Opere Riunite Bilanzuoli Corsi Falconi Ciani” che lo hanno accolto con tanta premura, alle amate Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù, al clero minervinese e a tutti gli operatori della struttura: in questo lungo tempo gli siete stati accanto con amorevole cura, professionalità e carità cristiana, facendovi carezza della Chiesa nella delicatezza della sua infermità.
E con la stessa affettuosa vicinanza stringo di nuovo in un abbraccio il fratello Michelangelo, oggi assente per motivi di salute, i nipoti e tutti i familiari, che con affetto costante e discreto hanno custodito e accompagnato don Agostino in ogni momento della sua vita e della sua malattia.
Oggi, affidandolo definitivamente all’abbraccio misericordioso del Padre, chiediamo per noi la grazia di raccogliere il suo testimone e la sua eredità spirituale. Riposa nella pace di Cristo, caro don Agostino. Da lassù continua a pregare per la tua Minervino, per la nostra Chiesa di Andria e per tutti noi. Amen.