Omelia
XXX Domenica del tempo ordinario
Ingresso e inizio del ministero del nuovo Parroco Don Domenico Francavilla
Andria, Parrocchia S. Cuore di Gesù, 24 ottobre 2026
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Carissimi fratelli e sorelle,
cara comunità del Sacro Cuore di Gesù,
caro don Mimmo,
Ci ritroviamo stasera raccolti attorno all’altare del Signore per celebrare l’Eucaristia e per segnare un passaggio grazioso e significativo nella vita di questa parrocchia: l’inizio del ministero pastorale del vostro nuovo parroco.
La Parola di Dio che la Chiesa ci offre in questa XXX Domenica del Tempo Ordinario sembra cucita su misura per questo momento, rivelandoci il cuore pulsante del Vangelo e di ogni autentico servizio sacerdotale.
Prima di guardare al futuro che inizia oggi, desidero rivolgere un pensiero affettuoso a don Adriano Caricati, che ha guidato questa parrocchia con dedizione e fedele cura pastorale. Il Signore ricompensi il bene che ha seminato tra voi e continui a benedire il suo cammino.
Oggi il testimone passa a don Mimmo, ma la rotta rimane la medesima: quella indicata dal Vangelo di questa domenica. Abbiamo ascoltato nella pagina evangelica che un dottore della Legge pone a Gesù una domanda fondamentale: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gesù non risponde con una sottigliezza teologica o con una lista di precetti morali, ma riconduce tutto all’essenziale: l’amore. Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente; e amare il prossimo come se stessi.
Non è un caso che vi troviate riuniti sotto il titolo del Sacro Cuore di Gesù. Il Cuore di Cristo è la fonte da cui scaturisce esattamente questo doppio flusso d’amore. In Cristo, l’amore per il Padre e la dedizione viscerale verso gli uomini diventano un tutt’uno.
La parrocchia non è un’organizzazione efficiente o un semplice centro di servizi cattolici: la parrocchia è il luogo in cui una comunità impara ogni giorno ad abitare nel Cuore di Gesù per far battere quel medesimo Amore dentro le strade della propria città.
La prima lettura, tratta dal Libro dell’Esodo, ci mostra la concretezza del secondo comandamento: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai… Non maltratterai la vedova né l’orfano. Se presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indifeso che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio».
Dio ha un’affinità di cuore per chi è debole, per chi non ha voce, per chi soffre la solitudine o la povertà. E ci dice con chiarezza: «Se griderà verso di me, io lo ascolterò, perché io sono pietoso».
Questa parola risuona oggi con una luce del tutto particolare. Caro don Mimmo, il tuo cammino presbiterale – iniziato il 14 settembre 1991, nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce – è stato segnato in modo indelebile da questo ascolto del grido dei poveri.
Dalla tua esperienza come vicario parrocchiale a San Paolo Apostolo e al Santissimo Sacramento qui ad Andria, e a San Michele Arcangelo a Minervino; dal tuo servizio di guida come parroco all’Immacolata a Minervino e a Sant’Andrea ad Andria; fino al tuo lungo e prezioso servizio come Direttore della Caritas diocesana e Delegato regionale della Caritas per la Puglia: la carità non è stata per te una semplice funzione, ma il modo ordinario di vivere il Vangelo.
A questo si aggiunge la tua profonda devozione e vicinanza ai malati e ai sofferenti attraverso il servizio all’UNITALSI negli anni novanta e il legame profondo con la Grotta di Lourdes, che ti ha visto riconosciuto Cappellano d’onore. Lì, dove l’umanità fragile incontra lo sguardo di Maria, hai imparato che farsi prossimi significa toccare la carne soffrente di Cristo.
Oggi porti la ricchezza di queste esperienze nel servizio a questa comunità del Sacro Cuore. La Carità non è una delega: la parrocchia tutta è chiamata a diventare un cantiere di carità e di accoglienza, dove nessuno si senta “forestiero” o dimenticato.
San Paolo, nella Seconda Lettura ai Tessalonicesi, scrive: «Voi stessi sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene. E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la Parola con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare un modello per tutti i credenti».
Carissimi fedeli della Parrocchia del Sacro Cuore, accogliete il vostro nuovo parroco con gioia, con disponibilità d’animo e con la preghiera costante. Don Mimmo non viene a sostituirsi a voi, ma a camminare con voi. Un parroco è padre, guida, ma è prima di tutto un fratello che vi spezza la Parola e il Pane e vi invita a diventare insieme “un modello di fede” per l’intero quartiere.
L’apostolato non è un’impresa solitaria: si fa insieme, presbitero e laici, giovani e anziani, famiglie e malati, in uno stile di vera sinodalità e corresponsabilità.
Caro don Mimmo, l’inizio di questo ministero ti chiede di donare ancora una volta la tua vita con la stessa generosità con cui hai pronunciato il tuo “Sì” oltre trent’anni fa. Il Signore che ti ha chiamato, ti sosterrà con la Sua grazia.
Affidiamo te e l’intera comunità del Sacro Cuore di Gesù alla materna protezione della Madonna della Fiducia, qui venerata, affinché custodisca il vostro cammino e vi renda sempre testimoni credibili dell’amore di Dio.
Sia questo il vostro impegno quotidiano: amare Dio sopra ogni cosa e riconoscere il Suo volto in ogni fratello e sorella che incontrerete sul vostro cammino.
Amen.






