11 aprile 2026 - Palazzetto dello sport - Andria

Mons. Domenico Basile: vescovo nel solco della speranza che non delude.

Ordinazione Episcopale di Mons. Domenico Basile

Mons. Domenico Basile: vescovo nel solco della speranza che non delude.

Un clima di festa e di grande gioia condivisa con la Chiesa sorella di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Terlizzi, ha caratterizzato l’Ordinazione Episcopale di Mons. Domenico Basile, tenutasi nel Palazzetto dello Sport di Andria l’ 11 aprile scorso. Una celebrazione sentita, da tutti coloro che vi hanno partecipato, sacerdoti della Docesi di Andria e di Molfetta, sacerdoti venuti dal Pontificio Seminario Regionale, diaconi, religiosi, religiose,  Autorità civili e militari, associazioni e fedeli laici. Un’emozione, visibile anche sul volto del nostro don Mimmo nel rito di ordinazione, e nell’abbraccio con i Vescovi concelebranti. Nella sua omelia Mons. Luigi Mansi, consacrante principale nella celebrazione, ha delineato la figura del vescovo secondo il Vangelo, a partire dalla Pasqua che come ha ripetuto Mons. Mansi “è l’eterno presente di Dio che irrompe nella nostra storia.” Il dono di un pastore, continua Mons. Mansi nella sua omelia, è frutto e segno della Misericordia del Padre di cui il Vescovo deve esserne strumento. Un vescovo dunque troverà nelle piaghe di Cristo Risorto la forza per il suo ministero:esse – continua Mons. Mansi –  “sono le feritoie attraverso cui la Misericordia di Dio dovrà raggiungere il popolo che ti è affidato.” L’augurio più bello che, sempre nella sua omelia, Mons. Mansi rivolge a don Mimmo, è quello di non essere funzionario di una istituzione, nè l’amministratore di un patrimonio, ma il Custode del Risorto.

Dopo l’omelia riti antichi, ma sempre carichi di profondo significato: l’invocazione dello Spirito Santo, l’imposizione delle mani da parte del vescovo ordinante, mons. Luigi Mansi, insieme ai consacranti mons. Giuseppe Satriano e mons. Domenico Cornacchia, e a tutti i vescovi presenti,  l’unzione del capo con il sacro Crisma, segno dello Spirito Santo che consacra e configura il nuovo vescovo a Cristo, la consegna del libro dei Vangeli, posto sul capo e poi affidatogli e la consegna dei segni episcopali: l’anello, sigillo di fedeltà alla Chiesa sposa; la mitra, segno della dignità e della responsabilità del ministero; e il pastorale, espressione della guida e della cura del gregge affidato, segni che dicono la missione del Vescovo, che deve essere padre e pastore, e annunciatore del vangelo conformando sempre più il suo ministero a Cristo. A conclusione della celebrazione i ringraziamenti di un commosso e grato don Mimmo sono affidati al ritornello del salmo “Rendete grazie al Signore perchè è buono il suo amore è per sempre”. Attraverso queste profonde parole don Mimmo ha riletto la propria vita e il proprio ministero cogliendo i segni dell’amore di Dio che non è mai mancato. Come comunità diocesana di Andria preghiamo per don Mimmo, perchè sia sempre più vescovo, Padre e Pastore secondo il cuore di Cristo e come ha richiamato nel suo stemma episcopale, gli auguriamo di vivere il suo ministero pascendo il popolo che Dio gli ha affidato, nel solco di una speranza che non delude.