Omelia per il XXV anniversario di ordinazione presbiterale di Don Sabino Troia

29-06-2026

Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Omelia per il XXV anniversario di ordinazione presbiterale di Don Sabino Troia
Andria, Parrocchia Cuore Immacolato di Maria – 29 giugno 2026

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Carissimi fratelli e sorelle, carissimo Don Sabino,
La liturgia odierna ci conduce nel cuore pulsante della Chiesa universale, celebrando le due “colonne” della fede: Pietro e Paolo. Ma oggi, la Provvidenza ha voluto che questa solennità si rivesta, per questa comunità del Cuore Immacolato di Maria, di un abito di festa nuziale, di lode e di profonda gratitudine. Venticinque anni fa, Don Sabino pronunciava il suo “Sì” definitivo al Signore, lasciandosi conformare a Cristo Pastore per il servizio del popolo di Dio.
Se guardiamo alle letture che la Parola di Dio oggi ci offre, scopriamo che la vita di un sacerdote non è altro che la continuazione, nel tempo, dell’esperienza degli Apostoli.
Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, abbiamo ascoltato il racconto drammatico di Pietro in catene. La Chiesa è minacciata, il pastore è in prigione. Ma il testo ci dice una cosa fondamentale: «Mentre Pietro era custodito in carcere, una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui».
Caro Don Sabino, in questi 25 anni di sacerdozio, quante volte hai sperimentato la forza di questa preghiera? Dai primi passi come Vicario parrocchiale a San Paolo Apostolo nel 2001, poi al Santissimo Sacramento nel 2008, fino a diventare parroco qui, tra questa gente del Cuore Immacolato di Maria nel 2016. Il ministero non è una corsa solitaria. Il sacerdote custodisce la comunità, ma è la comunità che, con la sua preghiera orante e incessante, “custodisce” e sostiene il suo sacerdote. L’angelo che ha sciolto le catene di Pietro ci ricorda che il Signore non ci abbandona mai nelle fatiche del ministero.
San Paolo, nella seconda lettura, scrive a Timoteo con il tono di chi guarda la propria vita alla luce della fedeltà di Dio: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede». Paolo parla dal carcere di Roma, sente l’ora del sacrificio vicina, eppure esclama: «Il Signore mi è stato vicino e mi ha dato forza».
Questa forza, caro Don Sabino, l’hai dovuta non solo attingere per te stesso, ma farne dono agli altri attraverso i delicati incarichi che il Signore, attraverso la Chiesa, ti ha affidato. Penso al tuo servizio come Direttore diocesano e Incaricato regionale per la pastorale della salute, e come Assistente ecclesiastico dell’UNITALSI di Andria.
Il ministero tra i malati, i sofferenti e i disabili è il luogo in cui il sacerdote tocca con mano la carne ferita di Cristo. Lì non servono grandi discorsi, serve la presenza, la compassione, l’unzione della consolazione. Accanto ai barellieri, alle dame dell’UNITALSI e sui treni della speranza verso Lourdes, tu hai proclamato che il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito. Hai aiutato tanti fratelli a “combattere la buona battaglia” della sofferenza, mantenendo accesa la lampada della fede.
Infine, il Vangelo di Matteo ci riporta a Cesarea di Filippo. Gesù fa la domanda cruciale: «Voi, chi dite che io sia?». E Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
Don Sabino, vent’anni fa, e poi ogni giorno su quell’altare, questa è stata e rimane la tua risposta. Il Cuore Immacolato di Maria, sotto il cui manto protettivo guidi questa parrocchia dal 2016, ti insegna proprio questo: a custodire Cristo nel cuore per donarlo ai fratelli.
Venticinque anni di Messa, di confessioni, di ascolto, di gioie condivise e di lacrime asciugate. Non sono il traguardo di una carriera, ma il rinnovo di una promessa d’amore. Oggi la Chiesa di Andria ti dice “Grazie”. Grazie per la tua fedeltà operosa, per la tua disponibilità a servire dove c’è più bisogno, specialmente tra gli infermi.
Cari fratelli e sorelle, mentre rendiamo grazie per il Giubileo d’argento di Don Sabino, permettete al vostro Vescovo di aprire il cuore davanti a voi.
I disegni del Signore sono mirabili: mentre facciamo festa per i 25 anni di Don Sabino, la liturgia di oggi mi concede la grazia di fare memoria anche del mio personale anniversario. Infatti, quest’oggi, ricorre il mio 51° anniversario di ordinazione presbiterale. Più di mezzo secolo di sacerdozio.
Guardando Don Sabino all’inizio della sua piena maturità sacerdotale e guardando me stesso, sento lo stesso debito di gratitudine verso il Signore che ci ha chiamati senza nostro merito. Per questo, vi chiedo un regalo grande in questa celebrazione: non fate mancare la vostra preghiera per Don Sabino, affinché il Signore rinnovi in lui l’entusiasmo del primo giorno, ma vi chiedo di pregare intensamente anche per me, vostro Vescovo. Pregate affinché il Signore mi conceda la salute, la sapienza del cuore e la forza dello Spirito per continuare a guidare questa amata Diocesi di Andria con cuore di padre e con la giovinezza della fede.

O Maria, Madre della Chiesa e Salute degli infermi,
volgi il tuo sguardo materno su di noi.
Custodisci nel tuo Cuore Immacolato il nostro parroco Don Sabino,
nel giubileo del suo venticinquennale,
e rinnova in lui la gioia del ministero.
Proteggi me Vescovo,
rendi fecondo il mio servizio pastorale
e sostienimi con la forza dello Spirito.
Guida tutti noi, popolo di Dio in Andria,
sul cammino della santità,
perché possiamo testimoniare con audacia
la bellezza del Vangelo.
Amen.