8 marzo – 8 luglio 2020

A 4 mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19

Breve analisi dei dati

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L’esigenza di comprendere sempre meglio quanto sta accadendo in questo anno particolare ci porta ad interrogare i numeri perché dietro ogni numero oltre a nascondersi un volto e un nome c’è una storia, una difficoltà che è subentrata, una richiesta, e soprattutto ci deve essere una risposta o presa in carico.
163 sono stati i nuclei di persone che si sono affacciati in sede per la prima colta, suddivisi per decade. Dei 163 accessi solo 5 sono di famiglie immigrate e residenti da tempo in città.

I nuclei censiti constano nel totale di 632 persone. I passaggi totali presso la nostra sede di Andria sono stati 639 (mediamente ogni nucleo è passato dalla sede 4 volte) per un totale di interventi di 769.
Nello stesso periodo, nella intera Diocesi di Andria, 12 Centri su 16 (- 25%) coordinati dalla Caritas diocesana, hanno trasmesso i dati e hanno offerto accoglienza a 856 nuclei familiari (+ 37,62% rispetto allo stesso periodo del 2019) con 6.633 interventi (+ 33,59% rispetto allo stesso periodo del 2019). Nello stesso periodo del 2019 i nuclei accolti sono stati 622 (in tutto il 2019 706 nuclei) mentre gli interventi sono stati 4.965 (dati relativi a 16 Centri su 16).
Abbiamo, così, suddiviso in decade i quattro mesi e abbiamo non solo contato gli interventi totali effettuati, quanto soprattutto la loro distribuzione e la linea di ascesa e ridiscesa: nella seconda decade di marzo esplodeva la pandemia e i numeri sono stati in crescendo fino alla fine di aprile. Sembrava che a maggio la situazione fosse tornata alla normalità (prima decade) con una sensibile riduzione dei nuclei che afferiscono alla sede centrale (da 33 a 10) quando nella seconda decade si è registrato un aumento degli interventi (da 86 a 115). In seguito la diminuzione sembra essere costante. Ma qui sorge un interrogativo: la Caritas diocesana, che non ha mai effettuato interventi diretti se non all’interno di progettualità specifiche, come mai continua a registrare interventi diretti? Forse, perché, anche se non rientrata del tutto l’emergenza, già si possono iniziare a contare il numero delle persone che non riescono a risollevarsi dalla situazione in cui sono precipitati? (Ricordiamo che questi dati si riferiscono alla sola sede Caritas diocesana e non a tutti i Centri coordinati da essa). Inoltre, tutte le situazioni sono legate al Covid-19 oppure semplicemente la pandemia ha messo in evidenza un sistema che non poteva reggersi ulteriormente?

Ma quale è l’età di colui che si è recato per chiedere un aiuto?

La metà (90. I dati qui si riferiscono a tutti i nuclei accolti dal primo gennaio e che hanno continuato ad usufruire dei nostri servizi) è rappresentata da persone che hanno una età tra i 35 e i 54 anni. Ma ancora più indicativa è la fascia di età compresa tra il 25 e i 34 anni. Considerando che l’età del matrimonio o anche della sola convivenza si è spostata molto in avanti ci troviamo di fronte a famiglie giovani, in età di lavoro, con la presenza di figli minorenni se non proprio neonati.
Infatti, sono ben 127 i nuclei familiari con la presenza dei minori in casa, mentre i neonati (considerati fino ai 3 anni di età) sono ben 32. Settimanalmente vengono distribuiti buoni da spendere presso un negozio di articoli sanitari o forniti pannolini e omogeneizzati donati dai benefattori.
Il Reddito di Cittadinanza e le altre misure a sostegno della famiglia si sono rivelate uno strumento utile per arginare la crisi. Degli accessi alla nostra Caritas diocesana solo 37 nuclei lo percepiscono e 1 solo è in attesa. L’importo medio è di 450,00 €.
In un contesto (l’Italia) dove si vive in una casa di proprietà all’ 80% la questione alloggiativa non sembra essere un problema. In realtà, dal nostro grafico si evince come solo in 54 casi si tratta di abitazione di proprietà, mentre sono 26 le situazioni precarie e la stragrande maggioranza abita in una casa in affitto (76) con una spesa mensile che varia dai 300 ai 400 euro.

Un mix di ingredienti creano i presupposti per cui una famiglia riscopre la sua fragilità e teme la sua esclusione. L’istruzione è una di quelle componenti importanti che contribuiscono a determinare il reddito di una famiglia. La bassa scolarizzazione e l’analfabetismo di ritorno escludono molti da un lavoro qualificato o dalla creazione di nuove opportunità. 143 sono coloro che hanno concluso il percorso di istruzione obbligatorio. Confrontando il dato con le classi di età si comprende come anche una istruzione di base obbligatoria non abbia assolto completamente il suo compito.

I problemi/bisogni maggiormente evidenziati in questi mesi sono in linea con quelli precedentemente osservati. Ai problemi legati alla mancanza, riduzione e blocco del lavoro, si aggiungono quelli legati ad un reddito insufficiente (ma non è il tempo favorevole per rivedere le abitudini e gli stili di vita?). In crescita sono i problemi legati alla salute. Molte tipologie sono legate a problemi psico-sociali e intolleranze/allergie). Settimanalmente la Caritas distribuisce buoni per l’acquisto di farmaci o distribuisce prodotti provenienti dalla donazione di Apoteca Natura (accordo con Caritas Italiana).
A settembre, dopo la pausa estiva che sembra attenuare i disagi, e il rischio di una mobilità diffusa legata ad interi settori produttivi e commerciali, tenuto conto della specificità del nostro territorio e di quanto ha fatto emergere il coronavirus (situazioni lavorative precarie, ricorso a mano d’opera sottopagata o in nero…) quale sarà la situazione da fronteggiare? Quali bisogni emergeranno con prepotenza? Solo la necessità del cibo? E quali saranno i nuclei più colpiti? Quelli già vulnerabili o si affacceranno nuovi poveri? Aumenterà la forbice della disuguaglianza con il rischio di una disparità sociale che possa generare conflitti?
Dopo quattro mesi dal lockdown la Caritas diocesana ha ripreso le seguenti attività e progetti:

  • Ascolto, orientamento e accompagnamento
  • Fornitura di generi alimentari ai Centri parrocchiali e interparrocchiali
  • Poliambulatorio SPEcialistico Solidale “mons. Raffaele Calabro” (presso la sede dell’UNITALSI)
  • Accoglienza neonati e mamme
  • Formazione volontari
  • Progetto di Anno di Volontariato Sociale
  • Progetto (R)ESTATE INSIEME per ragazzi dalla quinta elementare alla terza media
  • Progetto “Ritorniamo a scuola”: 100 Borse di Studio per ragazzi iscritti al primo superiore
  • Raccolta indumenti (presso i punti parrocchiali)
  • Orientamento/Counseling post maturità (Progetto Policoro)
  • (da settembre prossimo) Progetto Fondo Fiducia e Solidarietà 2^ edizione – Post Covid-19

I giorni di apertura della sede di Via De Nicola, 15 sono Lunedì – Sabato dalle 9.30 alle 12 e Lunedì – Venerdì dalle 17 alle 19.