Quaresima 2020

QUARESIMA, CHIAMATA ALLA CONVERSIONE

 

Da qualche giorno ci siamo rimessi in cammino verso la Pasqua. Quello della Quaresima è un tempo davvero molto importante, direi prezioso per la nostra vita di fede ed anche per la vita e il cammino della nostra Chiesa. Infatti se tutti, ma proprio tutti, compiamo un serio e radicale cammino di rinnovamento, la Chiesa tutta certamente torna a risplendere per far luce al mondo.

Nella messa del mercoledì delle Ceneri nelle celebrazioni che si tengono nelle nostre Chiese si legge una pagina molto “forte” del Vangelo di Matteo, tratta dal cosiddetto “Discorso della Montagna”. L’esortazione di Gesù a noi, suoi discepoli, parte da un invito a far sì che la nostra “giustizia” deve superare, cioè deve essere più vera, più autentica rispetto a quella degli scribi e dei farisei. Diversamente non avremo accesso al Regno dei cieli. Deve “superare”, che vuol dire? Vuol dire che non deve essere una giustizia solo di facciata, solo formale, esteriore, fatta di sola obbedienza a regole esteriori, ma deve partire da un cuore che si va rinnovando giorno per giorno modellandosi sempre di più sul vangelo. E quello della Quaresima è un tempo in cui questo rinnovamento, conseguente ad una rigorosa e coraggiosa verifica, torna a dettare la tabella di marcia dello scorrere della vita, giorno per giorno, sempre accompagnati e illuminati dalla parola di Dio.

Ed ecco che il vangelo del giorno delle Ceneri ci suggerisce di cominciare la verifica della nostra vita di fedeltà al vangelo a partire da tre temi fondamentali: La preghiera, il digiuno e la carità. Sono tre temi che abbracciano e attraversano tutta l’esistenza e possono essere, perciò, declinati in infinite varianti.

La preghiera innanzitutto deve tornare ad essere relazione intima, profonda con Dio. Che si serve di parole, ma non è schiava delle parole, perché prima delle parole ci sono i sentimenti che ciascuno coltiva nel suo cuore quando si mette in relazione con Dio. E allora questo è tempo opportuno innanzitutto per fare una verifica della nostra vita di preghiera: Chiediamoci tutti: Quanto tempo dedichiamo alla preghiera? Come preghiamo? Quanto le parole che diciamo in preghiera corrispondono a quello che abbiamo nel cuore? Dobbiamo riconoscere che ci vuole molto poco per scadere nel vano formalismo e nell’abitudinarietà.

Poi c’è il tema del digiuno. Anche qui è facile scadere nel formalismo. Il digiuno, la mortificazione, non sono modi per provare soddisfazione nel fare delle rinunce che ci fanno sentire vittoriosi e osservanti, ma veri e propri esercizi attraverso i quali educhiamo, alleniamo il nostro spirito a ricomprendere che cosa è essenziale nella nostra vita e che cosa non lo è e a dirci conseguentemente dei decisi “No!” e dei coraggiosi “Sì”. Provare, insomma, a mettere un po’ di ordine nelle nostre abitudini e, prima ancora, nei nostri modi di pensare.

Ed infine il tema della carità fraterna. Qui sicuramente il Vangelo tocca uno dei suoi vertici: “Se stai offrendo un sacrificio e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono e vai a riconciliarti con tuo fratello…”.

Dunque questo della Quaresima è un tempo nel quale tutti dobbiamo sottoporre ad evangelica verifica la rete delle nostre relazioni, per individuare tutte le zone d’ombra nelle quali si è infiltrato l’egoismo che disturba e talvolta giunge a distruggere ogni cosa. Il tempo di Quaresima è e deve essere propizio per fare questa coraggiosa operazione di restauro di tutte le nostre relazioni: familiari, amici, colleghi di lavoro, compagni di cammino ecclesiale, ricordando che non si tratta di restauro solo delle “facciate”, ma che va in profondità e torna a modellarle tutte in profondità sul Vangelo. Cioè sulla carità genuina, gratuita e senza misura.

Ecco il cammino quaresimale. Se lo compiremo con umile fedeltà e coraggiosa intraprendenza avrà un senso giungere radicalmente rinnovati dentro a celebrare la Pasqua di risurrezione. Di Cristo e nostra. Buona Quaresima a tutti.

+ Luigi Mansi