OMELIA Festa Patronale San Michele Arcangelo e Madonna del Sabato

29-09-2026

OMELIA
Festa Patronale
San Michele Arcangelo e Madonna del Sabato
Minervino Murge, Chiesa Matrice S. Maria Assunta, 29 settembre 2026
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Cari fratelli e sorelle, figli amatissimi di questa splendida comunità di Minervino Murge,
È per me motivo di profonda gioia presiedere questa Celebrazione Pontificale nel giorno in cui la città si stringe con devozione e filiale affetto attorno ai suoi patroni: San Michele Arcangelo, principe delle schiere celesti, e la Madonna del Sabato, nostra Madre e rifugio sicuro.
La Parola di Dio che abbiamo ascoltato sposta oggi il nostro sguardo dalla terra al cielo, per insegnarci a leggere la terra con gli occhi del cielo.
Nel libro del profeta Daniele assistiamo a una visione maestosa: troni messi a sedere, l’Anziano di giorni avvolto in una veste candida e un fiume di fuoco che scorre davanti a lui. È la rappresentazione del giudizio e della sovranità assoluta di Dio sulle potenze del mondo. Ma il passaggio cruciale è l’apparizione di “uno simile a un figlio d’uomo” che riceve un potere eterno. Daniele ci ricorda che, qualunque sia il disordine o la forza dei regni umani, la storia ha un Signore e il bene vincerà.
Questa lotta spirituale si fa drammatica nella pagina dell’Apocalisse. San Giovanni ci descrive la battaglia nei cieli: «Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago». Michele – il cui nome è una domanda e un grido di vittoria: «Chi è come Dio?» – scaccia il seduttore. Il male esiste, si fa sentire, cerca di divorare la speranza, ma è un nemico già sconfitto dalla croce di Cristo e dalla fedeltà di Dio.
Infine, il Vangelo di Giovanni ci presenta l’incontro tra Gesù e Natanaele. A un uomo sincero che dubita, Cristo promette cose più grandi: «Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». Gesù stesso è la scala di Giacobbe, il ponte definitivo tra il divino e l’umano. Dove c’è Cristo, il cielo non è più chiuso.
Fratelli, la missione di San Michele non appartiene solo alle icone o al passato: la battaglia tra la luce e le tenebre si consuma ogni giorno nelle nostre strade, nelle nostre campagne, nelle nostre famiglie.
Come non pensare, guardando il nostro territorio, alla ferita profonda dei vasti incendi che quest’anno hanno devastato la terra di Minervino? Vedere il verde dei nostri colli e la ricchezza dei nostri campi inghiottiti dalle fiamme non è solo un danno ecologico ed economico; è un attacco alla bellezza che Dio ci ha affidato. Il drago dell’Apocalisse si manifesta anche nell’incuria, nell’egoismo, nella scelleratezza di chi deturpa la creazione. Ma di fronte al fuoco della distruzione, noi siamo chiamati a opporre il fuoco della responsabilità, della cura del creato e della solidarietà, custodi e non padroni della terra che la Madonna del Sabato benedice.
E c’è un’altra ferita, forse ancora più dolorosa, che consuma il cuore della nostra comunità: il silenzio dei nostri vicoli, la mancanza di lavoro che costringe i nostri giovani a valigia in mano ad allontanarsi da Minervino. Quando un giovane parte perché non vede futuro nella propria terra, è un pezzo di speranza che si spegne per tutti noi. Non possiamo rassegnarci a vedere il nostro paese svuotarsi della sua risorsa più grande. Chiediamo all’intercessione di San Michele che infonda il coraggio e la sapienza alle istituzioni e a ciascuno di noi per creare opportunità, per fare rete, per far sì che restare o tornare a Minervino non sia un atto di eroismo, ma un diritto garantito.
In questo giorno di festa, il nostro pensiero colmo di gratitudine e di suffragio va a un figlio illustre di questa terra e della nostra Chiesa, S.E. Mons. Agostino Superbo, che lo scorso 2 agosto è tornato alla casa del Padre. Mons. Agostino ha portato nel suo lungo e fecondo ministero episcopale l’anima autentica di Minervino: la sobrietà, la fede incrollabile, l’amore viscerale per la Chiesa e la cura paterna per le vocazioni e i giovani. Da lassù, accanto a San Michele e sotto il manto della Vergine del Sabato, siamo certi che continua a pregare per la sua gente.
Affidiamo dunque a Maria, Madonna del Sabato, Madre della speranza, le attese e le fragilità di Minervino Murge. E a San Michele Arcangelo chiediamo la forza di dire ogni giorno, di fronte alle difficoltà della vita: «Chi è come Dio?». Nessun male è più forte dell’amore di Dio.
Amen.