Giovedì, Settembre 09, 2010
   
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Cattedrale di Canosa di Puglia

Concattedrale Basilica San Sabino

Nella centrale piazza S. Sabino sorge la Cattedrale (dedicata a S. Sabino, vescovo di Canosa nel secolo V, eretta attorno al 1080, ma in buona parte alterata all'esterno dopo il terremoto del 1689 e nei primi decenni dell'800 con l'allungamento del piedicroce e il rifacimento della facciata, rimasta incompiuta.
Dal piazzale alberato che si stende sulla destra sono visibili il transetto con parte della muratura antica, le caratteristiche cupole ribassate e la Tomba di Boemondo.
L'INTERNO, a croce latina a tre navate, è molto alterato spazialmente dall'aggiunta ottocentesca, corrispondente alle prime tre arcate, il portale principale, nascosto dalla porta lignea, è quello originale, trasferito al momento dell'abbattimento della facciata. Si passa quindi nella chiesa antica, del primo periodo dell'architettura romanica pugliese, d'ispirazione spiccatamente bizantina e orientale, luminosa e suggestiva. Comprende le ultime due ampie campate delle navate, il transetto e l'abside maggiore. Ha cinque cupole a vela, due sulla navata centrale, una al centro della crociera e una per ciascun braccio del transetto, congiunte e sostenute da archi che poggiano su colonne monolitiche isolate davanti alle pareti, provenienti da antichi monumenti di Canusium; sei sono di verde antico, le altre di cipollino e di granito, tutte con basi e bellissimi capitelli antichi di marmo bianco con volute e foglie d'acanto.

Le navate laterali voltate a botte comunicano con la mediana per mezzo di arcate tagliate nella parete.
Nell'ultima campata della navata, a sinistra, è il pergamo, della prima metà del sec. XI ricomposto nel 1905, opera di un maestro Acceptus arcidiacono, d'ispirazione laziale-campana con richiami all'arte longobarda e carolingia. E’ quadrangolare, su quattro pilastri ottagonali; nella faccia anteriore sporge il lettorino con leggio sorretto da un'aquila ad ali spiegate ritta su un pilastrino terminante a testa umana. Nel fianco sin. sono scritti i nomi dell'artista (nella cassa, 'Ego Acceptus peccator archidiaconus feci hoc opus') e del committente (sopra, 'Per iussionem domini mei Guitberti Penerabilis presbiteri'). Nel centro del presbiterio s'innalza il ciborio, imitazione moderna del 1905. All'altare maggiore è la Madonna della Fonte, tavola bizantineggiante del '200 ricoperta in seguito con lamine d'argento. Nell'abside semicircolare sono i sedili per i canonici, rifatti nel 1905 (che nascondono quelli originari), e al centro la bella cattedra vescovile, dello scultore Romualdo, che la fece per Ursone, vescovo di Bari e Canosa dal 1079 al 1089 (come da iscrizione sul fianco destro); è una robusta costruzione decorata a racemi e animali e sorretta da due elefanti, ispirati a bronzi musulmani; nel fianco destro si legge il nome dello scultore.

Dalle navate laterali si scende nella profonda CRIPTA, rimaneggiata nel 1567, a tre navate (la centrale con volta a sesto ribassato, le laterali a vela) divise da colonne con capitelli, alcuni antichi, corinzi, databili al V secolo; l’altare è sorretto da colonnine romaniche dai capitelli zoomorfi. Nel TESORO si conserva un messale miniato del '300, un Crocifisso romanico d'avorio, un fiabello in bosso e pergamena del XIII sec. e altri oggetti di varie epoche. Notevole anche l’Archivio Capitolare.

Da una portain fondo al transetto destro si esce, passando per un protiro (scoperchiato) su tre massicce colonne, in un cortiletto a 3 m. sotto il livello della piazza: a sinistra, addossata alla parete del transetto, è l'interessante Tomba di Boemondo.

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